E’ davanti agli occhi di tutti, anche di chi non vuole vedere. La situazione economica e sociale è drasticamente mutata. Da un anno la pandemia ha evidenziato una crisi già in atto ma adesso molti settori sono in ginocchio. Nel mutare della vita mutano e si adattano anche i lavori. Se l’attenzione dell’opinione pubblica per ora è giustamente rivolta ai rider per la precarietà del loro lavoro non sono da trascurare neppure gli operatori dell’ambito turistico e culturale. Se questi ultimi hanno cercato di tenere vicino il pubblico tramite l’utilizzo del web con varie manifestazioni (ne avevamo parlato in La cultura ai tempi del coronavirus) questo ha avuto poca rilevanza nei risultati, tranne piccole eccezioni. La didattica, le mostre, le visite guidate hanno trasferito i loro contenuti on line. Ma qual è la situazione attuale della guida turistica? Difficoltà, crisi e reinventarsi per vivere di ciò che si ama.
Guida turistica, in tempi di pandemia
Già a marzo del 2020, con le prime chiusure e blocchi causati dal covid 19, era chiaro che alcuni settori erano stati colpiti più duramente di altri e per chi lavora con la cultura questo era evidente. A Palermo, in Sicilia e in Italia in cui il patrimonio storico culturale è il fondamento della nostra identità, la pandemia ha dato un arresto al sistema turistico. Le venti mila guide turistiche abilitate in Italia, con la chiusura di musei e aree archeologiche hanno visto annientare il loro lavoro. La maggior parte delle guide sono liberi professionisti a partita Iva, quindi privi degli ammortizzatori sociali, ed esercitano stagionalmente. E’ stato palesato un vuoto legislativo: dal 2013 attendono una legge che regolamenti la professione. Ma chi è la guida turistica e quale il suo percorso?
La guida turistica
La guida turistica è quella figura professionale che accompagna singoli o gruppi a visitare musei, scavi e siti di interesse turistico illustrandone le caratteristiche e le attrattive paesaggistiche, artistiche, storiche e culturali. Un percorso di studi che dovrebbe iniziare dal Liceo ma che diventa chiaro all’Università, la conoscenza di più lingue e spiccate doti relazionali. Un Esame di Stato da superare, bandito ogni due anni dalle Regioni e dalle Province autonome. Una prova scritta, una prova orale ed una di tipo tecnico-pratico. Superato l’esame e ottenuta l’abilitazione (cosiddetto patentino), si verrà inseriti nell’elenco nazionale delle guide turistiche. Certi delle competenze tecniche, da non sottovalutare la capacità di coinvolgere l’interlocutore il quale dovrà trascorrere una visita ben strutturata che non risulti un supplizio.
Enri e Frankie Guide
Per testimoniare questa situazione difficoltosa ho voluto sentire la voce di una guida turistica palermitana, Francesca Sommatino. La sua è una professione che normalmente deve fare i conti con i periodi di alta e bassa stagione ma che da un anno ha subito uno stop quasi totale. Se l’agenda della guida turistica normalmente da aprile a giugno, settembre e ottobre vede quattro/cinque giorni su sette occupati, durante i mesi successivi si lavora poco, soltanto con le scuole. La programmazione riparte gradualmente da marzo. Francesca racconta che nell’ultimo anno ha dovuto ideare tour virtuali. L’ultimo con la collega Enrica Bruno si intitola “il muro supporto dell’anima“. Le due giovani esercitano la professione rispettivamente da tre e sei anni. Insieme per una sintonia consolidata da un’amicizia ventennale, un completarsi a vicenda anche nel percorso di studio che permette di ideare tour differenti, creativi in base al target di riferimento.
Quando ripartirà il turismo?
Le cancellazioni continuano ad arrivare e Francesca Sommatino dichiara che anche nel 2021 risentiranno fortemente della crisi. Non si sa quando verranno riaperte le frontiere e i famosi colori delle zone delle regioni (gialla, arancione e rossa) hanno poca rilevanza per una guida turistica in quanto risulta pressocché impossibile mantenere le distanze consentite anti Covid e le strutture ricettive (Hotel e B&B fra tutti) sono chiuse. Il pubblico di riferimento diventa il residente della città per il quale vengono progettati eventi particolari su aspetti caratteristici dei luoghi. E se il Ministro della Cultura Franceschini ha ottenuto dal premier Conte che i musei vengano riaperti in sicurezza dal 18 gennaio, con le stesse modalità di questa estate, seppur evento auspicabile, vedrà poca gente disposta a prenotare un tour. Secondo la guida certificata Sommatino il turismo potrà ripartire quando si ritornerà alla normalità.
Fare rete nel settore
La pandemia ha evidenziato tutte le crepe di una professione poco e male regolamentata. Con il “Decreto Ristori” (sostegno ai lavoratori e ai settori produttivi) e con il Contributo a Fondo Perduto del Mibact, continua Sommatino, per la prima volta ha avuto la sensazione che il Governo comprendesse le difficoltà di questo lavoro poco tutelato e in quasi completo blocco. Rincuorata, infine, dal supporto dell’Associazione Guide Turistiche, a cui è iscritta, che le garantisce tutte le informazioni burocratiche e sindacali, sempre più rilevanti nell’ultimo periodo. Si auspica, infine, che si continui a collaborare tra operatori del turismo, anche se concorrenti, per garantire un coinvolgimento di tutto il territorio, su più livelli.
Speranze
Con il passare della pandemia, le guide turistiche costituiranno il primo ponte tra gli stranieri e il nostro paese. Fondamentale dunque il sostegno a questo settore per la valorizzazione e la promozione del territorio, superando quella povertà intellettuale che troppo spesso si affaccia nella nostra vita. Speriamo, dunque, che tutto questo finisca il prima possibile e che si ritrovi un po’ di “normalità”. Normalità non intendo i cenoni, non le giocate a carte, non la birra in mezzo alla strada senza mascherina! Ma ricominciare a curiosare tra le mostre, girovagare da turisti nella propria città, che ci si possa arricchire di bellezza. Arte, musica, ballo, teatro e il duro lavoro dietro queste professioni è quello che manca realmente all’anima.