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Salento, gli agriturismi accolgono le famiglie ucraine

La proverbiale ospitalità del Salento torna a distinguersi a favore delle famiglie ucraine che stanno scappando dalla guerra. Sono già 15, infatti, gli agriturismi del territorio che hanno deciso di aprire le proprie porte ai profughi. A spiegare i dettagli di questa iniziativa di solidarietà, lo scorso 4 marzo, è stato il presidente nazionale di Turismo Verde, il salentino Giulio Sparascio. Turismo Verde è l’associazione di CIA Agricoltori Italiani che unisce gli agriturismi di tutta Italia. All’incontro di presentazione ha partecipato anche il direttore della Caritas diocesana Ugento-Santa Maria di Leuca, don Lucio Ciardo.

I profughi ucraini non solo alloggeranno presso gli agriturismi salentini, ma potranno contare anche sull’aiuto di diverse aziende agricole. Nel dettaglio, le imprese che fanno capo a CIA Salento assicureranno alle famiglie ucraine prodotti agricoli e altri beni di prima necessità.

Le associazioni del Salento: “Siamo con l’Europa e pronti a fare la nostra parte”

Nel corso della conferenza di presentazione dell’ iniziativa è intervenuto anche don Lucio Ciardo, direttore della Caritas diocesana Ugento-Santa Maria di Leuca. Egli ha ringraziato pubblicamente i titolari e i lavoratori degli agriturismi coinvolti nell’iniziativa. Inoltre, don Lucio Ciardo ha speso parole di riconoscenza anche verso l’organizzazione sindacale degli agricoltori CIA Salento.

Il gesto di grande solidarietà degli operatori del Salento è ancora più significativo se si tiene in considerazione la crisi che da ben due anni interessa il settore agrituristico e il comparto agricolo. Le strutture agrituristiche offriranno accoglienza anche a molti agricoltori ucraini che hanno dovuto lasciare la loro terra e le loro attività a causa della guerra.

Cia-Agricoltori Italiani, con le sue associazioni Turismo Verde e ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo, con la collaborazione della Caritas Italiana, ha, dunque, subito promosso questa importante iniziativa. Le due associazioni hanno evidenziato: “Siamo con l’Europa e pronti a fare la nostra parte.” E hanno precisato: “Precedenti esperienze, dal terremoto alla pandemia, ci hanno insegnato a non sottovalutare le emergenze, ma anche che occorre agire in modo puntuale e rapido”.

Inoltre, hanno spiegato: “Nel nostro Paese ci sono già 248 mila ucraini, una comunità forte che vivrà grandi stravolgimenti e alla quale possiamo far sentire il sostegno della nostra rete agrituristica nazionale, come di quella solidale della Ong di Cia che da tempo opera per la cooperazione internazionale.” E hanno continuato: “Ci uniamo, quindi, alla Caritas in Italia, in Ucraina e in tutta Europa. Rispondiamo all’appello da loro lanciato.” “Presto gli sfollati saranno milioni e non possiamo chiudere gli occhi”, hanno concluso.

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