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Entro i limiti della media europea, sguardo sulla realtà lavorativa

Entro i limiti della media europea, spettacolo su una realtà estremamente attuale ph Angela Strano

Un tema estremamente attuale che ha trovato voce nella cuore della città etnea. Una della piaghe sociali più dolorose e perniciose della contemporaneità, il cui impatto è spesso sottovalutato. Entro i limiti della media europea, oratorio in nero per le morti bianche (così le chiamano) è una rappresentazione teatrale tenutasi le sere del 29 e 30 agosto presso il Bastione degli Infetti.

Introduzione alla pièce teatrale

Nino Romeo, autore del testo e direttore dello spettacolo, ricorda come il Bastione degli Infetti dall’essere stato un luogo abbandonato nonché una discarica è divenuto una cornice suggestiva per le rappresentazioni teatrali. Tutto ciò è stato possibile grazie all’attivismo dei membri del Comitato Antico Corso, che con perseveranza hanno portato a rendere il Bastione degli Infetti luogo d’incontro e scambio, a livello politico, culturale, sociale.

L’autore di Entro i limiti della media europea ha scritto il testo in seguito al terribile incidente della Thyssen-Krupp a Torino (dicembre 2007). Una tragica vicenda, tra le più gravi del mondo del lavoro in Italia, che ha portato alla morte di sette operai e a rivedere le norme in merito alla sicurezza dei luoghi lavorativi. Infatti, l’incendio scoppiato fu determinato da un’inadeguata manutenzione della fabbrica, comportata a sua volta negligenza dei dirigenti. I fatti della Thyssen-Krupp dimostrano come ancora, nell’epoca odierna, sussiste lo sfruttamento da parte di chi detiene i mezzi di produzione verso che impiega la sua forza lavoro, come gli/le operai/e per la sussistenza.

Una disparità che ancora non ha trovato cancellazione, poiché molti datori antepongono il profitto alla sicurezza di lavoratori e lavoratrici. Nino Romeo ha più volte modificato il testo, proprio perché si tratta di una piaga sociale purtroppo sempre presente. La pièce teatrale ha attraversato numerosi palcoscenici in Italia, ottenendo grande apprezzamento tra l’opinione pubblica e il mondo giornalistico.

Entro i limiti della media europea, l'interpretazione di Graziana Maniscalco
Graziana Maniscalco nei panni della vedova di un uomo morto sul lavoro ph Angela Strano

Entro i limiti della media europea, lo spettacolo

Graziana Maniscalco interpreta una donna, completamente consumata dal dolore, che ha perso il marito a causa di un incidente sul lavoro. La sofferenza è talmente lancinante che non riesce più a sentire il contatto col suo corpo; ella è totalmente smarrita, il vuoto che prova è così tangibile che si sente estraniata da ciò che la circonda. La vedova ripercorre il flusso di ricordi, pensieri, immagini vissuti col marito: frammenti di esistenza che, dalla tragica fine di lui, non potranno più essere vissuti. Una narrazione che si intreccia tra flashback e momento attuale. La protagonista racconta sia la quotidianità vissuta col marito e il figlio, oltre alla prospettiva di un viaggio a Rapallo, sia l’ipocrisia del contesto lavorativo. La narrazione evidenzia ad un tratto che i sindacati oramai hanno accantonato la lotta di classe per cercare invece la contrattazione con gli imprenditori.

Particolarmente, la donna riprende il titolo della pièce, Entro i limiti della media europea, frase ripetuta dagli imprenditori per indicare il rischio “minimo” che incombe su lavoratori e lavoratrici. Un rischio che non può essere accettato, poiché il singolo lavoratore che muore a seguito di un incidente previsto dalla media europea ha un suo vissuto, una sua storia.

Nonostante la donna sia dilaniata dal dolore, ella con lucidità spiega come i mass media, soprattutto la televisione, si rivolgevano a lei come sciacalli affinché racconti pubblicamente la tragedia che vive. La vedova rifiuta categoricamente di esporsi per varie ragioni. Anzitutto capisce che la televisione tende sempre, per motivi di audience, alla spettacolarizzazione del dolore, il quale viene reso come una telenovela anziché essere un momento di riflessione. Poi la donna comprende che l’incidente fatale accaduto al marito non è altro che la terribile conseguenza di un sistema economico che eleva il profitto, tutto il resto è subordinato ad esso, anche la vita umana.

Il teatro politico che prende forma

La pièce teatrale si conclude con l’uscita di scena silenziosa, senza applausi, di Graziana Maniscalco con Nino Romeo che le viene incontro. Prima del congedo del pubblico spettatore, Elvira Tomarchio del Comitato Antico Corso evidenzia l’insostenibilità delle continue morti sul lavoro. Inoltre affiora la volontà da parte della realtà catanese di contribuire a dare voce a temi dal forte impatto come lo spettacolo precedente di Rosso Malpelo.

Con la rappresentazione teatrale, Graziana Maniscalco incarna non solo le mogli, ma le donne che perdono una persona cara a causa degli incidenti sul lavoro. Uno spettacolo da vedere non solo attraverso la lente psicologica della vedova lacerata dalla sofferenza, ma soprattutto occorre osservarne il taglio politico. Le morti sul lavoro costituiscono uno degli effetti nefasti portati dal neoliberismo: lo smantellamento graduale dei diritti sociali a favore degli interessi privati sacrifica pure la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Tutto ruota attorno al guadagno economico, a massimizzare i profitti e minimizzare i costi. I lavoratori e le lavoratrici non sono più individui con una loro esistenza, ma divengono numeri volti a far funzionare gli ingranaggi del sistema economico.

In Italia ancora molti operai e operaie perdono la vita sul posto di lavoro; una cancrena sociale da smantellare. Ciò può essere possibile attraverso una sempre più crescente sensibilizzazione dell’opinione pubblica e particolarmente riprendendo la lotta politica. Comprendere che le morti sul lavoro non sono affatto una casualità, ma risultano sistemiche per via del capitalismo. Ogni singolo frammento dello spettacolo è volto a trasmettere la tragicità dell’inaccettabile fenomeno. Uno sfruttamento che, proprio per la persistenza di un sistema economico disumano, si manifesta sotto diverse varianti. Prima col lavoro minorile, come nel caso di Rosso Malpelo, e con le fabbriche durante la prima e seconda rivoluzione industriale estremamente insalubri. Lo sciopero del pane e delle rose negli USA, il quale ha visto anche la tenacia di donne come Anna LoPizzo, fu una dimostrazione della lotta di classe. Adesso avviene il mancato rispetto delle norme basilari per luoghi di lavoro sicuri.

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