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Conversazione sul libro di Anna Calleri

Conversazione: giorno 16 gennaio 2025 si è svolto a Palazzolo Acreide un incontro presso La Bottega di Pepè, per conversare sul libro della professoressa Anna Calleri dal titolo Nonna posso avere una storia? È stata una serata piacevolissima per la presenza di amici che hanno partecipato a quest’incontro, in cui sono stati protagonisti sia l’autrice e soprattutto il contenuto del testo che per tutti i presenti ha rappresentato idealmente un ritorno ad un passato vissuto e mai dimenticato.

Libro di Anna

Ha introdotto il dibattito il dott. Salvatore Zesaro che ha sottolineato la modalità con cui Anna ha comunicato i suoi pensieri e i suoi ricordi, spinta da un’intima esigenza di voler trasmettere ai giovani, perché non se ne perdesse la memoria, tutto ciò che rappresentava un’esigenza di vita, per i nostri nonni. Il tutto è stato definito, come pura poesia, nonostante sia scritta in prosa. E per il coinvolgimento emotivo dell’autrice, la quale si è posto il problema della memoria proprio raccontando ai nipotini le storie vissute da piccola.

Conversazione: I racconti di vita

I racconti di vita occupano un ampio spazio. Tutti molto interessanti e ricchi di particolari mostrano la vita contadina, la famiglia, il vivere sociale che ci ha preceduto e che ha lottato spesso per la sopravvivenza. Tutto è cambiato, oggi, per cui è stato bello ascoltare dalla voce viva dei partecipanti la lettura di alcune pagine piene di gioiosi ricordi come quelli in cui Anna rivede il padre artista scalpellino, nei monumenti di Palazzolo e quando descrive il rito attraverso il quale la nonna accendeva il fuoco nel forno per cuocere il pane fatto in casa.

Conversazione
Conversazione sul libro di Anna Calleri

Conversazione: Nostalgia dei racconti

Divertente il racconto riguardante la sposa che con il vestito bianco e lo strascico raggiungeva a piedi la chiesa mentre tutti dicevano: “Affacciamini ca passa a zita”. Sono piccoli grandi argomenti trattati da Anna Calleri i quali spesso iniziano con una citazione poetica di Giovanni Pascoli o di Quasimodo. Che contribuiscono a dare il senso di quanto si va raccontando. Producendo gioia o nostalgia a quanti sono stati coinvolti emotivamente per averli vissuti. E per aver avuto modo di riportarli alla memoria.

Conversazione sul libro

Anna ha inserito opportunamente molte frasi in dialetto siciliano in uso ai tempi passati che hanno suscitato consensi e ilarità. L’incontro si è animato e si è trasformato in conversazione che ha toccato vari temi ad iniziare dal discutere sui modi attraverso i quali si potrebbe realizzare il coinvolgimento dei giovani nelle attività culturali del nostro paese. Infine il ricordo di particolari momenti, vissuti durante gli studi nel periodo di frequenza al liceo classico di Palazzolo Acreide. Questi hanno fatto si che venisse ricordato il preside Giuseppe Rovella, filosofo e scrittore, figura importantissima per la cultura palazzolese. La sua produzione letteraria, spesso poco conosciuta dai palazzolesi, è stata conservata e valorizzata dal Professore Emanuele Messina. Lui per 30 anni è stato il Presidente dell’Associazione “Amici di Giuseppe e Turi Rovella”, che ancora esiste e di cui è oggi Presidente l’Avvocato Sebastiano Infantino, presente anche lui all’incontro.

Bottega Di Pepè
Conversazione presso la Bottega di Pepè

La Bottega di Pepè

Concludo citando Giuseppe Bennardo, l’ideatore insieme alla moglie Lucia di questo spazio meraviglioso denominato La Bottega di Pepè. Bennardo desidera utilizzare questo spazio abbellito da decorazioni e da suoi lavori artistici, per incontri culturali in cui sia i partecipanti al gruppo creato, sia quanti hanno voglia di condividere pareri su argomenti di attualità, o presentare lavori, libri ed altro possano farlo. In programma c’è già un fotografo che racconterà la sua passione per la fotografia e un sommelier che presenterà specialità di vini di Pachino. Un grazie a Pepè per le sue idee che tengono vivo il senso della cultura nel nostro paese e un grazie ad Anna Calleri per il suo libro di memorie che appartengono a tutti noi.

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