Visite al palazzo comunale di Frosinone, un successo di affluenza. L’apertura della nuova sede del Comune di Frosinone ha certamente restituito al capoluogo una pagina importante della propria identità, storica e culturale.

Ciò dopo che la sede municipale era stata bombardata e distrutta; nel corso dell’ultimo conflitto bellico, nell’autunno del 1943.
Visite al palazzo comunale di Frosinone
È doveroso, dunque, ringraziare chi ha permesso la realizzazione di un sogno; che la città attendeva da oltre 70 anni. Il sindaco ha voluto ringraziare, i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza che; con il voto favorevole a quella delibera, hanno consentito che si arrivasse a questa soluzione. Grazie anche ai dipendenti comunali, ai funzionari, ai dirigenti; che hanno dato il proprio contributo, professionale e anche personale, alla riuscita di questo progetto.

Il palazzo comunale in cui ci troviamo oggi non è solo la somma delle pietre e dei materiali di cui è fatto, non è solo il simbolo del territorio in cui sorge; ma dà forma e sostanza al valore della coesione sociale e dell’appartenenza a una comunità. Certamente il palazzo comunale ricoprirà non solo un ruolo istituzionale; ma “sarà anche uno strumento di partecipazione e fruizione culturale e artistica”, con le visite guidate.
Pinacoteca frusinate
La visite appunto, si svolgeranno fino al 31 dicembre e interesseranno la pinacoteca; (con la mostra dei maestri del 900 curata da Alfio Borghese). Ma anche gli antichi caveau (con la collezione allestita dal Museo Archeologico; e la splendida terrazza (che affaccia su ben 11 comuni del circondario). Già nello scorso fine settimana, c’è stata grande partecipazione di visite al nuovo Palazzo comunale di Frosinone.

Sono stati oltre 250 gli ingressi nelle giornate di sabato e domenica; all’interno della sede di via Plebiscito inaugurata appena una settimana prima. La sede continuerà a essere aperta ai cittadini anche in tutti i prossimi weekend; fino al 31 dicembre. I visitatori, provenienti da tutta la provincia; hanno ammirato il tesoro delle origini conservato nel piano seminterrato, Dove un tempo vi erano i caveau della Banca d’Italia. Hanno potuto ammirare, allestito dal Museo Archeologico un luogo che ora è anche arte e storia.
Museo archeologico di Frosinone
Molto apprezzata la collezione numismatica, oltre alle testimonianze e ai reperti custoditi all’interno delle sale, illustrati dal personale specializzato presente. Al piano appena superiore, laddove è collocata la sala consiliare; si presenta invece la pinacoteca, con la mostra curata da Alfio Borghese. La raccolta di opere dà voce ai più noti e importanti artisti del secolo scorso: da Salvador Dalì a Giorgio De Chirico; e poi Gregorio Sciltian, passando per Giovanni Colacicchi, Domenico Purificato. Manlio Sarra, Mario Schifano, Eliano Fantuzzi, Umberto Mastroianni, Ennio Calabria. Gianpistone, Novella Parigini e Mario Russo.

Ma anche Enotrio e Alessio Paternesi, Aligi Sassu; Gino Guida, Michele Cascella. Poi Pietro Annigoni, Giovanni Omiccioli, Andrea Vizzini, Ireneo Janni, Mino Maccari e Franz Borghese; Daniela Romano e Francesco Messina, Alberto Sughi. E poi Patrizia Molinari e Alfio Mongelli, Vittorio Miele, Ettore Gualdini, Vanni Filocamo e Italo Scelza.
Giorgio De Chirico e le visite al Palazzo comunale
Si possono ammirare opere di Massimina Pesce, Juliano Kattinis; Alfio Igliozzi, Luciano Ventrone, Michele Rosa. La visita si è conclusa con lo splendido panorama offerto dalla terrazza, che affaccia su ben 11 comuni del circondario, dotata di due binocoli per apprezzare il paesaggio circostante nei minimi dettagli. Particolarmente suggestiva anche l’illuminazione artistica; che contraddistingue le facciate esterne di palazzo Munari, dopo il tramonto.