Scoperto un fiore sull’Appennino, una nuova specie del tutto inedita. Materia antica quella della botanica, che ha sempre avuto un ruolo importante nel nostro territorio. La botanica e la conoscenza delle erbe officinali hanno sempre rappresentato la “medicina” dell’antichità; quando non esisteva altro per curarsi. Conoscere le erbe, i fiori e il loro uso medicamentale, ha contribuito a porre le basi per ciò che nei secoli si è sviluppato nella salute, nella cucina e in modo rappresentativo del nostro paese all’estero.
Scoperto un fiore sull’Appennino Centrale
E’ quindi notizia recente che evidentemente c’è ancora molto da conoscere; e scoprire anche nella botanica. Sembra incredibile, ma è stata scoperta quindi una nuova specie di fiore nella dorsale appenninica centrale. Quindi, solo sull’Appennino esiste una determinata specie di fiore; che non è presente in nessun altro paese del mondo. Già sapevamo di avere un territorio bellissimo e ricco di erbe e fiori; che talvolta passeggiando non ci soffermiamo ad ammirare abbastanza.
Basti pensare alla zona di Collepardo e al museo; che nasce e che si occupa proprio di questa branca della scienza. Si tratta di una zona, quella, con tantissime specie di erbe diverse. Eppure qualcuno è stato più attento. Studiando le nostre stupende aree naturali; tra l’altro protette, passeggiando come un tempo, quindi continuiamo a fare scoperte. Pieni di meraviglia per tanta bellezza, la biodiversità si rivela fantastica.
Dorsale Appenninica
E’ stata la dottoressa Roberta Lombardi, assessore alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale della Regione Lazio; ha dato ufficialmente l’annuncio della bella e piacevole scoperta. A quanto pare, questo fiore antico, ma per noi nuovo, è presente non solo nell’Appennino centrale, ma soltanto nel comprensorio del massiccio Duchessa-Velino.

E’ stato uno studio di ricerca dell’Università di Camerino, a rivelare che si tratta di una specie floreale legata ad un clima tendenzialmente freddo in inverno e fresco d’estate. E’ stato trovato quindi nel reatino; dove il fiore ha le condizioni ideali per la sopravvivenza e la riproduzione. Certamente l’eccezionalità della scoperta, come ha specificato l’assessore, evidenzia fatti molto importanti. Certamente ci troviamo in un territorio relativamente piccolo; con i massici montuosi che difendono, preservano, laddove non arriva l’uomo; e consentano la sopravvivenza di specie legate a un clima più freddo.
Università di Camerino
Si conservano quindi in territori poco battuti dei veri e propri tesori della biodiversità e chissà che altro scopriremo. Qui i massici montuosi consentono la sopravvivenza di specie legate a un clima più freddo, perché sono stati siti di rifugio e aree di espansione e contrazione di areali durante il Quaternario. Ciò per effetto dell’alternanza tra periodi glaciali e interglaciali.
Quindi, la nuova scoperta dimostra quanto le aree protette siano importanti come “culle”, per la conservazione della biodiversità. Inoltre, la tutela del territorio è garanzia del mantenimento di delicati equilibri. La nuova specie floreale, “nuova per noi”, che ha attraverso lontane ere geologiche, ne è testimonianza tangibile. La ricerca è importante, infatti; si tratta di una scoperta nata da una ricerca finanziata dalla riserva naturale all’università di Camerino alla fine del 2020. La ricerca serviva proprio a chiarire; l’identità di questa popolazione di Allium che non era stata ancora classificata.