Tutela patrimonio artistico, un concetto che paradossalmente non si è ancora compenetrato nel tessuto sociale italiano. Eppure custodire e tutelare l’arte italiana, significa curare “l’italianità” nella sua interezza. Vuol dire preservare anche una grande risorsa economica; che è trama della nostra identità più intrinseca.
Tutela patrimonio artistico
In quest’ambito s’incunea l’azione dell’Arma dei Carabinieri, che lavora nel settore a 360°. Tuttavia, ancora oggi l’italiano medio non conosce appieno il grande lavoro dei militi e non ha imparato; a collaborare nel migliore dei modi con l’Arma. Combattendo una criminalità organizzata estremamente camaleontica, che usa l’arte in modo molto scaltro e subdolo.

Purtroppo oltre ai settori cosiddetti tradizionali, come il traffico di droga, si cerca di riciclare e investire in quadri e altri oggetti d’arte, talvolta rubati su commissione. Orbene, il settore dei patrimonio archeologico, artistico e storico fa gola a tanti. Tale situazione acclarata, a suo tempo indusse il Comando Generale dell’Arma; di concerto con il Ministero della Pubblica Istruzione, a destinare nel marzo 1969 a tale dicastero. Un ufficiale superiore; due sottufficiali ed un carabiniere. Insomma una iniezione di uomini per organizzare misure e contromisure; non solo per recuperare opere, ma anche per investigare.
Arma dei Carabinieri
Quindi, dalla fine degli anni sessanta, aderendo anche alla richiesta di potenziamento di quel Nucleo; il Comando Generale assegnò un ufficiale inferiore, altri otto sottufficiali e quattro militari di truppa. Così il 3 maggio 1969 nasce il “Comando Carabinieri Ministero Pubblica Istruzione – Nucleo Tutela Patrimonio Artistico”; featuring Direzione Generale delle Antichità e Belle Arti. Il “nucleo”; per disposizione del Comando Generale, si occupa di tutte le segnalazioni riguardanti il trafugamento e gli illeciti commerci d’opere d’arte. Inoltre, nel ‘71 il reparto, denominato “Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico” è elevato a Comando di Corpo; con alle dipendenze il “Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico“.
Poi il 5 marzo 1973 esso è inglobato nell’Ispettorato Scuole e Unità Speciali Carabinieri; ferme restando le dipendenze funzionali dal Ministero della Pubblica Istruzione. Infine, nel ‘75, con l’istituzione del Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, tale comando passa alle dipendenze funzionali dei nuovo dicastero.
Nucleo Carabinieri
Tra corsi e ricorsi storici e indagini che travalicano i confini nazionali, per la natura stessa della materia di cui ci si occupa; dal 1970 ad oggi su 438.729 oggetti trafugati, l’Arma ne ha recuperati ben 134.614. Gli arresti, nell’arco di tempo considerato, sono stati 2.639; mentre 7.042 persone sono state denunciate a piede libero. Talune operazioni di rinvenimento portate a termine dal Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Artistico in Italia e all’estero; sono state accompagnate da clamorosa notorietà ed hanno confermato l’efficacia dell’organizzazione.

Essa è centralizzata in una banca dati, considerata unica al mondo. Al riguardo possiamo dire che il meticoloso lavoro del Comando per la tutela del patrimonio culturale dei carabinieri non si è mai fermato. Le indagini sono continuate l’era pandemica. I carabinieri hanno recuperato e restituito ai legittimi proprietari beni rubati; trafugati ed esportati illecitamente. Rivestendo così un ruolo di rilievo, in importanti missioni internazionali.
Trafugamento opere d’arte e Tutela patrimonio artistico
Di anno in anno, si conferma nell’Arma, l’eccellenza affinata nel tempo; per la tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale di Paesi colpiti da calamità naturali. Basti pensare ai terremoti e al pericolo di furti di pregiate tele. Gli importanti risultati dell’attività operativa; mostrano quotidianamente l’eccellenza dei carabinieri del Tpc che operano dal 1969 e di cui dobbiamo essere orgogliosi.
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