Il fantasma di Championnet è lo spirito inquieto che si palesa ogni anno per il carnevale frusinate. Alcuni dicono d’averlo visto aggirarsi la notte dell’ultimo giorno di Carnevale al Rione Giardino. Altri non l’hanno visto, ma quando si aprono le cantine in Via Giordano Bruno, hanno avvertito la sua presenza sfuggente.
Il fantasma di Championnet
Qualche bicchiere è caduto, una bottiglia sarebbe rotolata sul tavolo, ma chi può dire che sia davvero lui? Un refolo di vento, un brivido freddo a cui si dà sempre la stessa risposta. Fa freddo a Febbraio, le temperature scendono e si scaccia così il pensiero di Championnet alzando il bavero. Quando però l’ora è tarda, il buio è impastato di nebbia lattiginosa, e l’alba è ancora molto lontana, talvolta s’ode un lamento strozzato e un tabarro sembra voltare l’angolo.

Qualche ricciolo biondo sembra sparire nel buio, corrono lunghi stivali, quelli della “grande armata” e poi ancora quel brivido gelido. Sì è vero, l’anima in pena di Jean Etienne Championnet, il generale di tante battaglie, crudele e spietato, aleggia nel cuore del centro storico di Frosinone. Lui così odiato, con le mani sporche di sangue, che morì in povertà, torna da chi lo ha esorcizzato, trasformandolo in un pupazzo da ardere.
Il ritorno di Championnet
Anela gocce di vita dal fuoco in cui ogni anno arde, oppure dall’allegria dei radecari che festeggiano ebbri e satolli; lui che è solo un fantasma. Ma cosa vuole ancora da noi? Infine l’ho cercato tra i vicoli e ha voluto palesarsi. Generale dopo secoli lei è ancora qui? “Non ho un posto dove andare. Avevo un esercito e ora non ho più nulla. Torno tra questa gente di spirito, gaudente.

Mi nutro di briciole della loro energia. Vivo solo un giorno l’anno, sentendomi ancora una volta il loro generale.” Generale mi consenta di essere scettica, qualcosa non torna. Non sarà invece che come dicono da queste parti, siano pene d’amore le sue? Si dice che lei cerchi ancora una ragazza, Nannina forse? “ Mon Dieu, oh lei! Perché avete pronunciato quel nome che è una spina nel mio cuore?
La Radeca e il fantasma di Championnet
Il mio amore perduto, la mia fanciulla italiana che cerco da tanto. Ho consumato vie, vicoli e strade di Frosinone, ma non la trovo in nessun luogo. Il Generale, pensa di trovare una ragazza incontrata alla fine del ‘700, che da un pezzo non fa più parte di questo mondo. Generale la dica tutta. Lei era tornato qui per rubare un quadro, ingordo di opere d’arte e voleva portarsi via la ragazza in Francia, vero? “Dapprincipio sì lo ammetto, è vero.”

Lo ammetta che i frusinati gliel’hanno fatta sotto il naso facendo sparire il quadro e sostituendolo con un crosta. E quando se n’è reso conto era troppo tardi vero? E’ vero. Ma mi pento, ho ucciso tanti poveretti inermi. Ho depredato, ma quel giorno la vidi, ebbi un fremito, era bella, con l’abito ciociaro. Le trecce scure, la pelle candida. M’innamorai all’istante.
Rione Giardino
La vidi al fiume, bella le gambe nell’acqua, una dea. Oh la bellezza di Nannina, mai la dimenticherò. Mi persi in quegli occhi scuri, e il cuore mi scoppiò nel petto allo schiudersi del suo sorriso, come un bocciolo. Sì, volevo portarla con me a Parigi, poi il destino crudele! Nannina era la figlia dell’oste, che senza l’anello al dito da Frosinone non sarebbe uscita e poi amava un altro. Mi spezzò il cuore, ma forse non l’ha sposato.

Forse mi aspetta ancora! E no Generale, alla fine sposò il garzone dell’osteria del padre, Gerardo, che travestito da “Bravante” cercava di rubare ai ricchi e dare ai poveri, ma lei ha capito Generale? “No, non posso crederlo. Era sincera Nannina quando mi baciava, mi amava, lei amava me e forse si è perduta e mi cerca, mi aspetta da qualche parte.”
Radecari e Pantanari
Decisamente il Generale Championnet o il suo ectoplasma è confuso e disorientato. Saranno gli effluvi del vino che scorre al “Giardino”, i canti, le grida e i “circoli” che lo confondono, sbattendolo a destra e sinistra. Del Generale che terrorizzò Frosinone resta ben poco. Eccolo lì seduto sui gradini della chiesa di Santa Elisabetta, con la testa bionda tra le mani. Ha ancora in dosso la divisa, ma hai suoi ordini non ha più nessuno e certamente nessuna fanciulla lo attende. Voleva rubare un quadretto e non ci riuscì. Soffre per un amore che non esiste.

Senta Generale ma allora che ci fa ancora qui? “Questa gente è l’unica a ricordarmi. Mi fanno rivivere ogni anno, per un giorno solo, mi portano in trionfo. Sì mi sbeffeggiano, ma oramai non mi portano rancore e quando incendiano il mio fantoccio, in quelle fiamme trovo un anelito di vita”.
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