Casa energeticamente autosufficiente, una realtà che non significa solo grande risparmio, ma anche abbattimento dell’inquinamento in modo drastico. Aggiungo questa alle tante proposte da me esposte, alla portata talvolta del singolo cittadino, altre ad un gruppo di persone che possono organizzarsi facilmente.
Casa energeticamente autosufficiente
Nel nostro territorio, siamo in un “disperato bisogno” di inquinare meno e costruire o restaurare una casa sulla falsariga di quella che espongo, aiuterebbe moltissimo. Una casa energeticamente autosufficiente si trova già in Umbria e si tratta di una struttura che possiamo tranquillamente realizzare anche noi. Il “precedente” a cui possiamo fare riferimento, è immerso nella natura, senza nessun allaccio ad alcuna utenza e quindi senza bollette, lo troviamo in Umbria.
Naturalmente non è necessario vivere in una zona rurale, sia chiaro. La casa energeticamente autonoma, deve godere della massima coibentazione possibile per far si che il suo riscaldamento/raffreddamento richieda la minima energia disponibile. Chi l’ha ideata, ha optato per ben 16 cm di polistirene sul tetto. Anche noi ormai sappiamo bene che l’isolamento è essenziale per non disperdere energia. Le mura del prototipo, che poi di fatto proprio prototipo non è, ha delle mura costruite con blocchi di ISOTEX.
Casa senza bollette energeticamente autonoma
Questi blocchi sono composti da fibra di legno e cemento tradizionale, i quali hanno all’interno isolamento di 10 cm di polistirolo grafitato. Dopo la struttura, si deve pensare all’acqua calda. Per questo si utilizza un pannello solare che scalda l’acqua utilizzando la luce del sole, la quale, oltre ad essere utilizzata nel quotidiano come acqua sanitaria, viene convogliata anche nel riscaldamento a pavimento.

Quest’ultimo ha bisogno di soli 30° o 35° per mantenere una temperatura accettabile all’interno della casa. La prima cosa che s’impara è a costruire nel modo più adeguato e senza creare dispersioni. Per il riscaldamento una casa del genere utilizza anche l’energia termica prodotta da una serra collegata, tramite un sistema di ventilazione che immette l’aria calda prodotta dalla stessa all’interno della casa. Ovviamente di sera, senza la luce del sole e a serra fredda, entra in funzione il riscaldamento a pavimento sopra citato.
Casa energeticamente autosufficiente – pannelli fotovoltaici
E’ chiaro che non tutti possiamo avere una serra, cosa fattibile in campagna. Il fabbisogno energetico della casa viene soddisfatto da un impianto fotovoltaico e un impianto mini eolico. Quest’ultimo da corrente in caso di maltempo prolungato, ossia quando sia i pannelli fotovoltaici, sia il solare termico, non sono in grado di accumulare energia. In questo caso inoltre il mini eolico alimenta una resistenza elettrica per scaldare la casa. Il servizio idrico deriva solo ed esclusivamente dall’acqua piovana, che viene più volte filtrata e riutilizzata per il fabbisogno giornaliero. Tutta l’acqua recuperata dal tetto si convoglia in una cisterna, nella quale vi è una pompa che la immette in un sistema di filtraggio per potabilizzarla e renderla adatta come acqua sanitaria. Tutti gli scarichi di docce e lavandini poi si convogliano in un “filtro degrassatore” che separa i saponi dall’acqua per poi poterla riutilizzare negli scarichi dei WC.
Natura Hotel
Le acque reflue poi si convogliano in una fossa HIMOF, dove andranno in un sistema di “fitodepurazione verticale” che permetterà di riutilizzare le acque per irrigare l’orto all’ esterno della struttura. Questa struttura con questo straordinario progetto energetico si chiama “Natura Hotel”. E’ fattibile? Sì, lo è, ma è necessario cambiare molto il modo di pensare e costruire.