Gli strigiformi meglio conosciuti come rapaci notturni sono presenti con ben sei specie nel Delta del Po. Questi uccelli dalle abitudini notturne sono delle vere e proprie “macchine da guerra”, utilissimi per il contenimento di ratti e topi. Questi ultimi vengono definiti animali sinantropi vivono ciò in sintonia con l’uomo o per lo meno dove ci sia la sua presenza. Spesso si intrufolano nelle nostre case, soffitte, cantine, garage e vivono a nostre spese, creando non pochi problemi. Topi e ratti in genere si muovono di notte e guarda caso sono le prede preferite di Gufi, Barbagianni e Civette e altri signori della notte

I rapaci notturni, non solo uccelli delle streghe ma anche del malagurio.
Nella saga di Harry Potter, nel mondo della magia ma anche del malvagio, Gufi & Co. vengono usati come messaggeri. In passato invece (ma forse anche adesso) venivano invece definiti anche uccelli del malaugurio. Guai ad avere una Civetta che canta sul tetto di casa questa preannunciava disgrazie o morte in famiglia. Ma andando ancora più indietro proviamo a pensare il timore dell’uomo nel sentire i loro canti notturni non proprio melodiosi, provenienti dalle buie campagne, paludi o dai granai. A questo link per esempio si può sentire il canto dell’Allocco sempre presente nei film di paura o in scene notturne. Nel sito si possono ascoltare anche i canti degli altri rapaci notturni che andiamo a conoscere.
Atena la Dea guerriera.
“Nella mitologia greca appare come protettrice di eroi come Eracle, Giasone ed Odisseo. Atena ha sempre con sé la sua civetta, indossa una corazza di pelle di capra, ed è spesso accompagnata dalla dea della vittoria Nike”. In tempo di pace gli uomini la veneravano poiché a lei erano dovute le invenzioni di tecnologie agricole, navali e tessili, mentre in tempo di guerra, fra coloro che la invocavano, aiutava solo chi combatteva con l’astuzia propria di personaggi come Odisseo.” Athene noctua è il nome scientifico della Civetta, altro che uccello del malaugurio.
Pulcini che cadono dal nido.
Parliamo di Gufo comune (Asio otus), in questo periodo e anche più avanti i volontari che si occupano di recupero e cura della fauna selvatica riceveranno telefonate per andare a recuperare piccoli (non tanto piccoli) pulcini di Gufo comune caduti dal nido. Si badi bene che non cadono dal nido, ma si lanciano, stanno sperimentando i primi voli, a volte con poco successo. Così come accade con i nostri bambini quando iniziano ad andare a gattoni, prima di imparare a camminare, stessa cosa accade con i piccoli di Gufo. Ma in entrambi i casi essi sono sorvegliati, protetti da pericoli e predatori, nutriti dai genitori. I bambini impareranno presto ad aprire il cassetto per la merendina, i piccoli di gufo dovranno invece imparare a cacciare, un insegnamento che solo i loro genitori potranno offrigli. Morale della favola: se trovate dei piccoli di Gufo lasciateli dove sono.
Lo zio Gianni
Il Barbagianni (lo Zio Gianni), nidifica principalmente in vecchi solai, soffitte, fenili, i pulcini quando sono affamati emettono dei suoni terrificanti e fanno un gran trambusto. E’ per eccellenza il signore della notte, silenzioso e invisibile, in una notte una coppia con prole può arrivare a catturare fino a trenta topi per sfamare i piccoli e loro stessi, più di 5000 all’anno. Non esiste topicida al mondo da cui ottenere simili risultati, se non a caro prezzo, avvelenando cioè anche altre innocue specie animali che si cibano di topi che avvelenati diventano facile preda, il pericolo sussiste anche per gli animali domestici. Straordinario questo esperimento, giusto per capire le doti di questo rapace notturno.
Un tedio estivo
I rapaci notturni del Delta del Po: il Gufo di palude
Una star presente nel Delta del Po è il Gufo di Palude (Asio flammeus). E’ un uccello migratore, lo si può osservare nel doppio passo in autunno e primavera quando arriva dalle foreste boreali. Una vera chicca per gli appassionati di ornitologia.