“Dolcetto o scherzetto?” è la frase più in voga in questo momento dell’anno quando in tanti si apprestano a festeggiare Halloween senza dimenticare chi non c’è più.
“Dolcetto o scherzetto?”, tra halloween e maschere
La frase ‘simbolo’ di Halloween è “Dolcetto o scherzetto?”, che racchiude appunto il concetto di moda per Halloween. Girare per case a chiedere dolcetti travestiti con maschere spaventose di ogni tipo. Una moda, questa di festeggiare Halloween che ha preso piede anche nelle nostre zone. Se per i piccoli Halloween in fondo è un modo per fare incetta di dolci, per i grandi diventa un modo per continuare a divertirsi, sempre in maschera, partecipando a feste. Halloween diventa quindi un’occasione per far festa e stare in compagnia. Il simbolo di questa festa è la zucca, intagliata con facce paurose di tutti i tipi.
Secondo quanto si racconta, la festa ha le sue radici in Irlanda nella festa celtica del Semhain, ovvero il capodanno celtico e segnava la fine dell’estate e l’inizio della stagione fredda; questo era anche quel periodo dell’anno in cui si terminava l’ultimo raccolto per mettere da parte quelle provviste per superare l’inverno. I celti ritenevano questa festa di grande importanza, perché pensavano che il mondo dei vivi e quello dei morti potessero comunicare. Perciò il Semhain era da intendersi come una festa per onorare i defunti. I Romani, in seguito, fece coincidere il Semhain con la festa dei morti che si svolgeva dopo maggio. Furono i cristiani, in una fase successiva, a istituire la festa dei morti celebrata il 2 novembre.
“Dolcetto o scherzetto?” senza dimenticare chi non c’è più
Halloween sì, ma la tradizione di ricordare chi non c’è più continua a esistere e si continua a farsi sentire sempre viva. Nella nostra terra, è fortissima una tradizione che è ben radicata nella nostra cultura. Si dice, infatti, che nella notte tra l’1 e il 2 novembre, i defunti facciano ritorno dall’aldilà per andare a trovare i propri cari e fare dei doni ai più piccoli che si sono comportati bene durante l’anno. Ci sono giochi di diverso tipo, da quelli tradizionali a quelli più moderni; a questi si aggiunge solitamente pure cioccolata e dolcetti di vario tipo.
Nelle giornate dell’1 e del 2 novembre ci si reca al cimitero nelle tombe dei propri cari per dedicare un saluto a chi non c’è più. In queste giornate le tombe si riempiono di fiori di ogni tipo, in primis i crisantemi, e di lumini. Ancora oggi, si tratta di veri e propri momenti che vengono ripetuti puntualmente, quasi come a voler ribadire il forte legame che intercorre tra i vivi e chi non c’è più. I cimiteri, in queste due giornate, sembrano quasi diventare un luogo vivo e di festa, grazie anche ai colori dei fiori e alla gente che riempie quei percorsi apparentemente così silenziosi, ma che racchiudono storie, a volte belle, altre volte più amare, di chi si è voluto bene in vita.