Tra i tanti itinerari possibili a Ortona e dintorni ce n’è uno, creato recentemente, che attira pellegrini da tutto il mondo: Il Cammino di San Tommaso.
I pellegrinaggi di Santa Brigida
Il Cammino di San Tommaso prende ispirazione dalla vicenda di Brigida di Svezia. La donna, poi canonizzata dalla chiesa, visse nel XII secolo e fu una mistica visionaria. Nata in Svezia da una famiglia aristocratica, visse praticamente due vite. Sposata con Ulf Gudmarsson, ebbe ben otto figli; una di questi, Caterina, fu a sua volta fatta santa. Rimasta vedova, nonostante il ceto sociale, si dedicò a opere umanitarie, dapprima nel suo paese. Iniziò quindi una serie di pellegrinaggi, per stabilirsi infine a Roma.

Da qui si dedicava a visitare tutti i posti in cui erano conservate sacre reliquie. Si recò a Milano, Pavia, Assisi, Bari, Napoli e tante altre città. Memorabile rimane il pellegrinaggio da Roma a Ortona, il Cammino di San Tommaso appunto, per rendere omaggio alle reliquie dell’apostolo. Morì nel 1173, dopo un pellegrinaggio in Terra Santa da cui tornò gravemente malata. Lasciò una serie di rivelazioni, raccolte in ben otto libri. La religiosa sosteneva fossero state dettate da Gesù Cristo stesso.
Il Cammino di San Tommaso oggi
Il Cammino di San Tommaso com’è oggi, è stato creato da pochi anni ed è in parte ispirato all’esperienza del celebre Cammino di Santiago. Il percorso, come è spiegato anche nel sito dedicato, va considerato “turismo esperenziale”, ovvero una forma di turismo volta alla riscoperta del viaggio come esperienza di vita, dove ritmi e tempi sono scelti e scanditi dal viaggiatore stesso. Il Cammino di San Tommaso gode anche di una sorta di certificazione che ne attesta la partecipazione, la Carta del Pellegrino. Il percorso può essere effettuato in parte o completamente, a piedi, in bici o a cavallo. L’itinerario si snoda lungo la storica Tiburtina Valeria, a voler ripercorrere l’originale percorso da Santa Brigida.
L’itinerario nel dettaglio

Ma vediamo meglio come si presenta il Cammino di San Tommaso. Il percorso è lungo circa 313 chilometri e permette di attraversare il cuore verde di Lazio e Abruzzo. Lungo il tragitto è possibile ammirare favolosi scenari naturali e importanti luoghi storici e di fede. Sono presenti eremi, abbazie e alcuni tra i borghi più belli d’Italia. Lungo l’itinerario sono presenti attività convenzionate, con tariffe agevolate per i pellegrini. Lungo i sentieri il viaggiatore si imbatterà in antiche mulattiere e non solo; dovrà attraversare alcuni grandi parchi nazionali. Il Parco Naturale Regionale dei Castelli Romani, il Parco Naturale Regionale dei Monti Simbruini. E ancora il Parco Naturale Regionale Sirente – Velino, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e il Parco Nazionale della Majella, oltre a diverse piccole Riserve Naturali. A disposizione del viaggiatore, inoltre, è a disposizione il cosiddetto Pacchetto del Pellegrino, comprendente la traccia GPS del percorso, l’elenco dei posti di ristoro e altre agevolazioni.
Tutti i borghi sul cammino
Per concludere, non resta che pubblicare l’elenco completo dei borghi che si incontrano lungo il viaggio. La partenza è fissata a Roma, da cui si arriva ad Albano Laziale, Lariano e Artena. Seguono Genazzano, Subiaco e Cappadocia. Si entra così in Abruzzo e troviamo Tagliacozzo, Massa d’Albe e Rocca di Mezzo. Si prosegue scendendo a Fontecchio, Capestrano e Pescosansonesco.

Manoppello, Pretoro e San Martino sulla Marrucina, precedono l’arrivo a Orsogna, Crecchio e finalmente a Ortona. Il percorso è diviso in genere in sedici tappe da 10 a 27 chilometri, e si può percorrere in sedici giorni. Il Cammino di San Tommaso è quindi un’esperienza che, al di là del valore religioso, rappresenta un’esperienza unica per conoscere due splendide regioni e, in definitiva, sé stessi.





