“Terræ Motus. Geografie e storie dell’Italia fragile“. Si inaugura in questi giorni negli spazi espositivi di palazzo Acito a Matera la mostra che rientra nel programma della Capitale europea della cultura 2019. Terrae Motus è una grande esposizione fotografica su mezzo secolo di terremoti: da L’Aquila al Belice e all’Irpinia, fino agli eventi sismici in Centro Italia.

L’Italia fragile che convive col sisma
Ad attendere il pubblico che, fino al 20 gennaio 2020 visiterà l’esposizione, una narrazione dell’ultimo mezzo secolo di terremoti. L’exursus storico e sociale si soffermerà anche sulle criticità nella gestione del doposisma in Italia. Il racconto parte da L’Aquila, nel decennale del sisma che il 6 aprile 2009 la mise in ginocchio.

L’amarcord ripercorre anche la devastante sequenza di eventi sismici che fra il 2016 e il 2017 ha distrutto 140 paesi in quattro regioni del Centro Italia. Si prosegue con un focus su quello che sono oggi territori come il Belice e l’Irpinia e la Basilicata, colpiti da altri violenti terremoti nel 1968 e negli anni Ottanta.
L’Italia fragile e la gestione del dopo-sisma
La mostra Terræ Motus vuole rappresentare un’occasione per operare una riflessione sulla mancata prevenzione del rischio e sulle problematiche della gestione del doposisma nell’intero Paese. Si è scelto in questo senso di intitolare Terræ Motus l’esposizione in omaggio alla figura di Lucio Amelio, mecenate e gallerista.

Amelio, all’indomani del terremoto del 23 novembre 1980, commissionò ai più grandi artisti italiani e internazionali del tempo opere a tema. Lavori destinati a dare vita alla straordinaria collezione “Terrae Motus”, donata dal gallerista allo Stato e oggi esposta permanentemente alla Reggia di Caserta.
La mostra: un progetto di fotografia sociale
La mostra Terræ Motus nasce dal progetto di fotografia sociale e documentaria ‘Lo stato delle cose’. Si tratta di un osservatorio permanente sul doposisma, online da aprile 2017 su lostatodellecose.com. L’iniziativa è stata resa possibile dall’adesione spontanea di oltre 100 fotografi. Sono tutti grandi professionisti che hanno dato vita a un immenso archivio open access che supera oggi le 15 mila immagini.

Ideata e curata dal giornalista Antonio Di Giacomo, la mostra Terrae Motus si snoda tra 124 immagini di grande formato. C’è anche da sottolineare che, attraverso una serie di grandi monitor, i visitatori della mostra Terræ Motus potranno sfogliare in presa diretta centinaia di reportage online. In mostra ci saranno pure i documentari e i cortometraggi realizzati da alcuni film maker e giornalisti che hanno preso parte al lavoro di documentazione de “Lo stato delle cose“.
L’Italia e i terremoti
La mostra Terræ Motus è un progetto realizzato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, insieme all’associazione culturale ‘La Camera del tempo’ e l’impresa di comunicazione ‘Carucci e Chiurazzi’. L’evento vanta anche il patrocinio dell’Anci (Associazione nazionale dei Comuni italiani) e dell’Ingv (Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia).

Inoltre la mostra può contare sulla collaborazione scientifica dell’Università della Basilicata e della Sigea (Società italiana di geologia ambientale). Grazie a queste partnership, nel corso dell’esposizione, saranno create occasioni di approfondimento scientifico e culturale sui temi e sulle emergenze dell’Italia fragile.
(Foto Facebook Lo stato delle cose)