Emanuele Gaudiano, classe 1986, è il terzo materano alle Olimpiadi di Tokyo. “Un altro concittadino di cui essere orgogliosi”. Così si è espresso al riguardo il sindaco della città dei Sassi. Con il suo cavallo Chalou, molto amato, è stato protagonista della gara individuale di salto ostacoli. Gaudiano è un veterano, poiché nel 2016 ha già partecipato ai Giochi olimpici di Rio de Janeiro.
Emanuele Gaudiano
Per le Olimpiadi di Tokyo 2020 era grande l’attesa per la gara del materano, per accarezzare un sogno. Grande orgoglio c’era anche da parte della Federazione Italiana Sport equestri. Il tifo non è mancato, ma un pizzico di fortuna sì purtroppo. Consideriamo che in questo sport non vinciamo una medaglia olimpica dal 1972. Il nostro cavaliere e il suo bravo Chalou sono usciti con due soli errori nella prova qualificativa alla finale olimpica individuale. Tuttavia rimane l’orgoglio e la soddisfazione di essere stati ben rappresentati.

Il sogno olimpico di Emanuele Gaudiano, e di tutti noi con lui, è durato due ostacoli: il numero uno e il numero due della prova qualificativa. Poi è arrivato un errore sul largo numero tre. Gaudiano, in forze nell’Arma dei Carabinieri, in passato ha partecipato a due campionati mondiali di equitazione nel 2014 e nel 2018. Si è cimentato in tre campionati europei di salto ostacoli.
Federazione italiana sport equestri
Ha ottenuto come miglior risultato il settimo posto nel salto a squadre agli Europei 2013 di Herning, in Danimarca. Quella per i cavalli comunque è una vera e propria passione di famiglia. Il cavaliere materano ha iniziato a gareggiare a 9 anni nel centro ippico del padre Giovanni che gli ha insegnato a cavalcare. A 15 anni ha salutato Matera per trasferirsi nel Nord Europa, diventando tedesco d’adozione.

Trascorre la vita in scuderia ma, appena può, ruba secondi al tempo per stare con la moglie Henrike e i figli Lisa ed Elia. A 35 anni ha voluto vivere la sua seconda esperienza a cinque cerchi. Al riguardo, nel 2015 ha vinto il Gran Premio di Coppa del Mondo a Londra; una delle tappe valide ai fini della FEI World Cup, ed ha inoltre ottenuto diversi podi nel circuito del Global Champions Tour.
Chalou
Tornando ai giorni nostri, Chalou, splendido cavallo tra i primi al mondo a Tokyo, ha saltato magnificamente bene, compresa la doppia gabbia n. 4. Lo ha fatto fino alla linea composta dal verticale di tavole n. 7 e riviera n. 8. Andando poi verso l’acqua Chalou si è spostato troppo verso sinistra. Gaudiano lo ha rimesso in traiettoria con energia ma si è creato quel momento di difficoltà in cui Chalou ha perso il ritmo. Così sull’acqua non ha trovato più una buona distanza. Ha fatto un salto con enorme elevazione ma scarsa distensione, ricevendosi quindi prima del limite dello specchio d’acqua.

A quel punto Emanuele Gaudiano ha ovviamente capito di aver perso qualunque speranza di finale. Quindi la gara è finita senza più molta convinzione. Nonostante ciò senza più ha portato a termine il programma con profondo rammarico certamente ma anche con grande onore.
(Foto Facebook Emanuele Gaudiano)