Immacolata Concezione del Tirpolo, un dipinto bellissimo, del pittore veneziano Giambattista Tiepolo; realizzato circa nel 1733-1735 e conservato nella pinacoteca del Palazzo Chiericati a Vicenza.
Immacolata Concezione del Tiepolo
Si tratta dunque di un bellissimo olio su tela, realizzato per la la Chiesa di Santa Maria in Araceli a Vicenza. L’opera si trovava nella chiesa di Santa Maria in Araceli; un tempio in stile barocco di origine monastica; attribuita all’architetto modenese Guarino Guarini. Eretta nella seconda metà del XVII secolo, si trova nell’omonimo quartiere di Vicenza. Proprio in questa stessa area, si trovano anche la chiesa parrocchiale di Araceli in Cristo Re e la chiesa di Santa Lucia.
Orbene, risalgono al 1214 le prime notizie di una chiesetta intitolata a “Santa Maria”, vicino alla quale, nel 1244; un gruppo di religiose provenienti dalla comunità di Sancta Maria Mater Domini di Longare acquistarono un terreno ed eressero un modesto monastero. A costoro il vescovo Manfredo dei Pii aveva imposto la regola di San Damiano. Questo monastero si chiamava Sancta Maria ad Cellam.
Gianbattista Tiepolo
Poi venne modificato in “Alla cella”, “Aracella” e, infine Araceli; l’attuale nome della parrocchia e quartiere vicentino. Nel 1277 il monastero passò alle monache clarisse di San Francesco, dette “celestine” e agli inizi del Trecento era molto florido e ben amministrato, arricchito dai vescovi del tempo con decime e mulini; una parte dei beni proveniva anche dalle confische effettuate dal locale tribunale dell’Inquisizione, altri erano entrati per testamento dai nobili da Marano e da Lanzè; questa ricchezza comportò anche, nel XIV secolo, il coinvolgimento del monastero in interminabili cause giudiziarie per la difesa del patrimonio.
Comunque fu sempre un luogo ambito dalle famiglie nobili della città; come i Loschi e i da Breganze, che vi collocavano le figlie o che disponevano per testamento di esservi sepolti. Nel Quattrocento il monastero versava in uno stato di grave decadenza; isolato per via della costruzione delle mura scaligere.
Guarino Guarini
Questa decadenza corrispondeva un decadimento della vita religiosa. Il Comune sollecitò un intervento dell’allora vescovo Pietro Barbo per introdurre la regola dell’osservanza. I periodi di flessione e di ripresa si alternarono, fino alla metà del Cinquecento. L’antica chiesa di Santa Maria de Cella, più volte ristrutturata nel corso del tempo; si demolì nel 1675 e ricostruita in forme barocche dall’architetto Guarino Guarini, che soggiornava a Vicenza presso i confratelli Teatini. La paternità dell’opera venne attribuita a Guarini solo nel 1965; dopo il ritrovamento di tre disegni nella Biblioteca Vaticana con pianta; prospetto e sezione della chiesa firmati dall’autore. I lavori si conclusero nel 1680, come attesta l’iscrizione; ma la consacrazione della chiesa avvenne solo 60 anni dopo l’inizio della costruzione, il 17 novembre 1743; per mano del vescovo di Vicenza Antonio Maria Priuli.