Trivelle in Polesine, se ne parla molto in questi ultimi tempi. Iniziando dal Presidente della Regione Veneto Luca Zaia, che si dichiara contrario, tanti sono piuttosto scettici, se non decisamente contrari. Molti sono assolutamente preoccupati per un possibile dissesto idrogeologico, ammettendo e dichiarando che dal punto di vista ambientale, il Polesine ha già dato molto, forse troppo.
Trivelle in Polesine
Si teme sul serio un dissesto idrogeologico e anche Zaia come accennavo, non è affatto favorevole alle trivelle, probabilmente a ragion veduta. Del resto questo territorio, questa “campagna liquida”, sta ancora pagando il conto ad un passato recente. Eppure c’è una certa incertezza, poiché solo qualche anno fa, nel 2016 c’è stato un referendum che però non ottenne il quorum. All’epoca andò a votare soltanto il 31% della popolazione avente diritto, e poco o nulla è rimasto del “non voto”. Non si può non tenere conto del restante 85% della popolazione, palesemente contraria.

Si sa per certo però, sentendo il polso della gente comune, che molti sono comunque ancora contrari ad altre trivellazioni. Invece la presenza di un rigassificatore, sarebbe molto più tollerata. Una cosa però è certa, al momento l’attività di estrazione di petrolio e gas entro; che si svolge intorno alle 12 miglia dalla costa continua.
Estrazione di gas in Polesine
Inoltre andrà sicuramente avanti fino all’esaurimento dei giacimenti per le concessioni già attive ancora da sfruttare. Stiamo vivendo un momento difficile su vari fronti, ma le campagne, il Delta del Po’, sono parte della vita stessa della gente e non si possono compromettere ulteriormente. Questa estate si è dovuto attivare un dissalatore, affittandolo dalla Spagna, perché le acque marine risalgono il delta del Po pericolosamente e c’è ancora in atto una grande siccità. Questo significa che le campagne sono in fortissimo pericolo e sofferenza.
Certamente poi in questo momento l’emergenza energetica è importante, imprescindibile e non possiamo non ponderare tutto. Non possiamo ignorare che le perforazioni passate hanno dato vita ad una subsidenza drastica. In altre parole c’è stato un calo dei terreni, fino a 4 metri, che da queste parti è tantissimo. Al momento, Il governo centrale di Roma ha però deciso di sbloccare nuove perforazioni nell’Adriatico.
Delta del Po e rigassificatore
Tutto ciò ha suscitato molta preoccupazione e scetticismo tra chi vive qui. Ricominciare a estrarre metano al largo delle coste polesane, potrebbe avere una ricaduta negativa per il Delta. Ma anche da parte di chi amministra il territorio, che già è in affanno. Sembra ovvio che a queste terre non possiamo chiedere di più. I fondali su cui si affaccia il Veneto sono sabbiosi, diversamente da quelli della Croazia che ha fondali principalmente rocciosi. Non vi è certezza che altre trivellazioni non possano creare degli ulteriori squilibri che potrebbero essere deleteri. Potrebbero anche avere una ricaduta a lungo termine. Inoltre, dobbiamo tenere conto delle possibili ripercussioni sul turismo, che è primario per la Regione Veneto. Le spiagge così larghe e lunghe, sono una grande risorsa che non si può perdere.





