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Nascita di Roma, una prova tangibile nel Lapis Niger

Nascita di Roma, sempre più la leggenda diventa storia. Dalle pieghe remote della nostra identità culturale, emergono sempre più nitidi, elementi che confermano la storia della nascita dell’Urbe, come veritiera e reale. E’ esattamente come il mito la tramanda.

Nascita di Roma

Il documento di cui vediamo un’immagine è estremamente significativo e anch’esso ci racconta la storia che conosciamo come leggenda. Sappiamo che anticamente una città non si formava poco a poco, con il crescere della popolazione.

la nascita di Roma  - Lapis Niger in foto
Lapis Niger

Si fondava invece con un atto, tutta in un giorno, in quanto la fondazione di una città era sempre un rito religioso. Autori, tra cui Varrone, Livio o Plutarco, ci hanno appunto tramandato un racconto definito, preciso, di quello che è stato il rito eseguito da Romolo, ai piedi del colle Palatino. Scelse un giorno fausto, il 21 aprile, celebrato dai pastori locali con la festa della Parilia o Palilia. Si era legato ad un aratro di bronzo, un toro e una vacca bianchi, candidi. Entrambi condotti in cerchio tracciato in senso antiorario, per definire il principio della nuova città nascente. Al centro poi una fossa circolare.

Il primo Re

La fossa, scavata nella terra vergine, era il mundus, in cui Romolo getta le primizie dell’anno. Poi anche un pugno di terra proveniente dai luoghi d’origine di tutti i suoi compagni. In tal modo gli antenati e gli dèi Mani di ognuno di loro avrebbero vegliato e protetto l’insediamento nascente. Una volta chiusa tale fossa era sorto nello stesso punto un altare, sopra il quale sempre Romolo aveva acceso un fuoco.

La nascita di Roma 
 - Vestale A Roma e fuoco sacro

Quello era il primo focolare della nuova comunità. Poi nel tempo, i villaggi del Palatino, del Campidoglio e del Quirinale si uniscono in una sola città e il tempio di Vesta sorge in un terreno neutro sito tra i tre colli. Tutto aveva una grande sacralità e così fu per molti secoli. Questo sacro rito, è stato confermato, anche dal Lapis Niger. Lo è stato grazie quindi agli scavi avvenuti negli anni Ottanta del XX secolo.

Capanna di Faustolo – Fico Ruminalis

Inoltre, sono emersi sul colle Palatino i resti di quello che definiamo il “Muro di Romolo”, composto da una palificazione lignea, delimitata da uno spazio lasciato vuoto. A questo seguiva un altro muro di tufo inserito nell’argilla e circondato dai resti di un ruscello antichissimo, in cui sono stati recuperati reperti risalenti proprio a metà dell’VIII secolo a.C.

La nascita di Roma  - Il Primo Re

Quindi ci fu un giorno esatto in cui un re, ha fondato in forma sacrale la propria città. Tale schema fondativo con la delimitazione di un’area sacra mediante aratura rituale era tipico della cultura italica fin dal III millennio a.C. Sappiamo che in pochi metri quadrati erano compresi la capanna di Faustolo, il fico Ruminalis, tra i cui rami si era arenata la cesta con i gemelli, abbandonati nella piena del Tevere. Ma anche la tana, della lupa che aveva allattato i gemelli.

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