San Giuseppe patrono di Sermoneta, una storia antica. C’è quasi una magia, quando si accede al centro storico antico del paese; e lo si fa passando per una altrettanto vetusta e tortuosa strada. Basta pensare al castello che è rimasto pressoché intatto dai primi del ‘500.
San Giuseppe patrono di Sermoneta
La vista si rallegra, salendo direttamente dalla Pianura Pontina, potendo ammirare dei panorami meravigliosi; non troppo schiaffeggiati dalla modernità. Sermoneta appare subito al turista, bellissimo, ben curato e completamente cinto da maestose mura. Lì si difende arroccato il paese, e come gioielli ha degli ulivi che sono un’eccellenza locale.
Pressappoco qui, si trova subito, all’interno del paese; la maestosa chiesa dedicata a San Giuseppe, patrono di Sermoneta. Proprio come si addice e come ogni buon “patrono di casa” che si rispetti, il santo accoglie i forestieri all’ingresso del paese. L’edificio sacro risale al 1520. Tuttavia, l’elegante facciata è stata terminata nel 1733, grazie all’elemosina degli abitanti del luogo. Si nota subito una gradinata ripida, che segue un pendio; dopotutto è così tutta Sermoneta, “irta” e bella. Ci troviamo nell’attuale Corso Garibaldi. La chiesa fu commissionata dalla potente famiglia Caetani, che all’epoca aveva vastissimi territori nel territorio ed era molto potente.
Famiglia Caetani
I Caetani insediati nel Lazio, tra Anagni e dintorni, ebbero un’influenza molto marginale a Roma, finché nel 1294 avvenne l’elezione al soglio pontificio di un membro della famiglia. Divenne papa Benedetto Caetani col nome di papa Bonifacio VIII. Il nuovo pontefice elevò decisamente le sorti del casato. Esso divenne in breve tempo uno dei più potenti e temuti; soprattutto grazie al nepotismo; messo in atto vigorosamente da Bonifacio.

Questi fece ottenere, infatti, ai familiari i territori di Sermoneta, di cui parliamo; ma anche di Bassiano, Ninfa e San Donato. Poi anche e il marchesato di Ancona. Tornando alla chiesa di San Giuseppe, essa si presenta con un unico ingresso centrale; ed ha una unica navata con un soffitto a volte a crociera molto bello. Invece sui due lati si aprono tre piccole cappelline semicircolari molto graziose. Tuttavia spicca tra le tre, una di grande pregio artistico.
Girolamo Siciolante
Di notevole importanza, parliamo della seconda sul lato destro della chiesa. Si tratta della Cappella Caetani; affrescata da Girolamo Siciolante; pittore manierista molto in voga e di grande valore, della metà del XVI secolo. Questa cappella, molto ben conservata, fu commissionata da Bonifacio Caetani probabilmente nel 1550.
Mentre la prima a sinistra è invece detta Cappella dei Santi Giovanni e Paolo; con pregevoli affreschi cinquecenteschi. Tra l’altro, in epoca recente, tra il 2009 e il 2011; la chiesa ha subito un importante consolidamento; con dei lavori di restauro degli affreschi. I colori sono brillanti e il colpo d’occhio è davvero molto bello.
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