Evo 501 Altitudo, giudicato dalla Guida Lodo eccellente, anzi l’espressione esatta è stata: “non plus ultra dell’olivicoltura internazionale”. Il basso Lazio si sta confermando da anni come un’area che custodisce i migliori frantoi ed è qui che si coltivano le olive migliori, per l’olio d’eccellenza.
Evo 501 Altitudo
Lodo, la guida internazionale riguardo i migliori oli extravergini nel mondo, ha espresso un plauso per l’evo pontino della società agricola Agresti 1902 che però non ci stupisce. Conosciamo l’area pontina e le grandissime ricchezze della natura che sono “regali” a tavola. Parliamo di prodotti noti in tutto il mondo, dai vini, ai formaggi, agli insaccati, fino appunto all’olio extravergine di oliva. Stiamo parlando di oliveti che si sviluppano tra i 400 e i 550 metri d’altitudine.

Ci troviamo nei territori più aspri e dai panorami suggestivi, tra rocce, colline elevate e macchie di olivi dai colori cangianti che vanno dal verde all’argento in un mistero della spremitura, che ha qualcosa di sacro da migliaia di anni. Siamo tra le Colline Pontine nei comuni di Itri e Sonnino; su in un saliscendi serpeggiante tra rocce calcaree e cespugli di macchia mediterranea odorosi, tra il rosmarino e le ginestre.
Agresti 1902
Olivi nodosi, antichi sembrano resistere agli elementi, tra il vento, il sole e quel profumo che pare giungere dal Tirreno, blu e immenso. Anche l’intervento dell’uomo è in comunione con queste piante ataviche. La potatura, la raccolta come una volta ed ogni mansione, si ripetono da millenni; poco è cambiato. Si tratta di un’azienda antica, ma anche moderna in molti aspetti. Da queste parti, l’altitudine e l’esposizione accolgono il bacio del sole. Il micro clima consente dei raccolti per un olio extravergine molto ricco di polifenoli e antiossidanti. Va un plauso a chi, tra le difficoltà dell’imprenditoria moderna, mantiene un “piccolo tesoro” che va tramandato alle prossime generazioni. Tutto ciò è un esempio per altri, per le amministrazioni locali, e per chi desidera darsi da fare per salvare e valorizzare queste bellissime colline. Già in precedenza ho affrontato il tema dell’abbandono di molte colline e soprattutto di molti oliveti.
Oliveti pontini e Evo 501 Altitudo
Cercare al riguardo, sinergie coese per prendere in gestione uliveti abbandonati, significherebbe, dare grande impulso all’economia, ma anche alla struttura socio-storica del territorio. Basta pensare a quanti italo discendenti, specie dal sud America, vorrebbero venire qui per lavorare. Alcuni già lo hanno fatto. Consideriamo che negli ultimi 50 anni l’80% degli oliveti nella fascia submediterranea del Centro Italia sono stati abbandonati. In provincia di Latina, tra gli anni ’80 e il 2010, le superfici coltivate a oliveto si sono ridotte di 2.000 ettari.

E’ importante recuperare gli oliveti dall’abbandono nei territori più impervi, che possono dare moltissimo. Si tratta di un patrimonio del nostro territorio che merita e deve di essere valorizzato. Per il New York International Olive Oil Competition è la terza cultivar più apprezzata al mondo. Una delle tre tra le oltre 500 varietà italiane ad avere una Dop per l’olio e una per le olive da tavola.
Olive Oil Competition
Eppure tremano i polsi pensando che ci sono vaste aree della nostra zona in cui gli oliveti sono abbandonati; considerando che ciò favorisce il degrado, incendi, mettendo a rischio la biodiversità, l’assetto idrogeologico. Un plauso va a questa azienda perché si è pensato anche di creare delle mini riserve integrali; in cui si favorisce la crescita della macchia mediterranea, proprio per sostenere la biodiversità faunistica e floreale.

Orbene, nella motivazione di quest’ultimo premio si dice: “perché si identifica con il territorio e la cultivar in modo emozionante e unico. Un extravergine equilibrato, armonico con fruttato medio ricco di profumi e avvolgente, in cui si ritrovano le note caratteristiche della cultivar tipica della provincia pontina: foglie di pomodoro, erbe aromatiche, note vegetali, con caratteristiche verdi e molto nitide. Al palato è delicato con una leggera prevalenza del piccante sull’amaro e mantiene una grande coerenza aromatica rispetto alle sensazioni olfattive”.
Monti Lepini
Questo riconoscimento si aggiunge ad altri premi importanti. In ultima analisi prendiamo esempio da Itrana Alta Quota; nome del progetto con cui si vuole proprio contrastare il rischio di abbandono delle zone collinari dell’areale della dop Colline Pontine. Mentre al contempo si vuole valorizzare le proprietà dell’olio extravergine d’oliva prodotto in alta collina; su terreni terrazzati come secoli fa. Dove le forti pendenze significano un lavoro manuale uro che può far sgorgare un nettare divino apprezzato nel mondo.
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