La Croce di Sezze è un vero e proprio monumento. Certamente metallica e per buona parte di natura “elettrica”, incastonata in mezzo alla natura selvaggia, ma è un po’ un “monumento naturale” da circa settant’anni ed è come un faro nel buio che si staglia sui Lepini.
La Croce di Sezze
Visibile da molto lontano, qualcuno l’ha definita davvero un faro, così grande da essere paragonata alla torre Eyffel. Tuttavia, a differenza della torre parigina, detestata quotidianamente dai parigini, perché definita poco elegante, anche se “fa cassa”, la croce setina ha un che di “silente. Per molti è un simbolo, una certezza e voltare lo sguardo verso di lei, quando è stata illuminata, stagliandosi su un panorama sconfinato, dava e dà sicurezza.
Enormemente metallica, svettante, si mescola all’orizzonte tra i colori della pianura coltivata e gli azzurri del cielo e del mare rarefatti e indistinguibili. La Croce di Sezze è alta oltre 50 metri ed è stata progettata dall’architetto Gigli, donata nel 1952 dalle acciaierie di Terni alla comunità setina. Il dono era legato alla “Passione Vivente di Sezze”, così unica e suggestiva, da travalicare i confini nazionali per magnificenza, spettacolarità e pathos inarrivabili.
La Croce di Sezze trasformata in Antenna
Quella Croce ricorda proprio la passione di Cristo. Un tempo era sempre accesa e tra gli anziani si diceva che era proprio un riferimento per chi navigava, incrociando le acque pontine. Fantastico qualche anno fa un progetto che ha ridato vita a questa croce, avvicinandola in qualche modo alla funzione che ha Radio Vaticana che arriva in tutto il mondo. L’iniziativa, denominata “1 Award Croce dell’Anfiteatro”, ha usato come trampolino di lancio la Croce di Sezze per arrivare in tutto il globo terrestre.
La Croce diventa così antenna e collega il mondo unendolo come messaggio di pace. E’ accaduto una decina d’anni fa, in concomitanza della Santa Pasqua. La grande croce in acciaio si è trasformata in un’enorme antenna per collegare i radioamatori di tutto il mondo. Fu il Sindaco del paese ad autorizzarne l’uso. Il gruppo di radioamatori dell’Associazione nazionale Onda Telematica, sezione di Latina ha critto la storia.
Energia fotovoltaica
Ovvero una pagina ulteriore della gloriosa storia del popolo setino. L’operazione ha consentito di raggiungere via radio tutta l’Europa, l’Africa, il Nord e il Sud America. Per un solo giorno la Croce di Sezze è stata un’antenna che ha collegato sulle basse frequenze radioamatoriali, persone in tutto mondo. Come accennavo, il Sindaco Andrea Campoli, autorizzò l’uso del monumento sacro, per esperimenti scientifici. In ogni caso, la Croce di Sezze che abbiamo visto illuminata e vediamo illuminata da energia fotovoltaica con circa 7200 led è ancora visibile di notte in tutto l’agro pontino.
Oggi oltre che simbolo sacro, di unione dei popoli, può e deve anche essere simbolo di energia pulita. Deve essere esempio, poiché questo territorio bello, ma fragile, minacciato dall’inquinamento, può e deve sfruttare energia pulita. Infine, la croce attende di risplendere ancora e meglio, magari con un restauro, affinché brilli ancora di più, vegliando sulla popolazione pontina tutta.
Fonte foto – Facebook – Sezze- Walter Salvatori