Chef a domicilio, una professione in crescita e che ha un grande potenziale nella nostra zona, ancora in buona parte non espresso. La dicitura sembra un po’ pomposa, ma credetemi, tante mamme non aspettano altro che una gentile signora vada a preparargli un buffet, compreso di torta per il compleanno del pestifero pargolo.
Chef a domicilio
Altre mamme invece sanno di essere delle ottime cuoche, hanno cresciuto dei figli e volendo rimettersi in gioco, vogliono tornare a lavorare. Del resto sono sempre di più gli italiani, che vogliono evitare chiassosi ristoranti, preferendo una cena tra le mura domestiche, ma cucinata da qualcun altro. A volte si tratta di un’occasione speciale, come un compleanno o una laurea.

Spesso non solo non si ha molta dimestichezza con i fornelli, ma si vuole proprio delegare quasi tutto ad un professionista. Inoltre c’è la voglia di gustare manicaretti originali e cucinati al meglio. Da noi cucinare a domicilio sta prendendo molto piede, perché siamo dei cultori del settore, mentre in altri paesi occidentali è già molto diffusa. Cosa non trascurabile e alcuni lo avranno intuito, è che l’identikit dello chef medio italiano, spesso ha una declinazione al femminile. Sono tantissime le donne, ottime cuoche, che sfornano su ordinazione, fantastiche torte.
Preparare dolci per terzi – chef a domicilio
Dietro un giusto compenso si può aprire una professione remunerativa e coinvolgente. Va detto però che alcune capacità si raffinano molto con dei corsi adeguati. Le più in gamba poi hanno un borsone con accessori per cucina da viaggio e sono ben organizzate. Si portano dietro contenitori con tutto quello che non deve mai mancare e alcune cose già pronte all’uso.

A dire il vero, alcuni si buttano nel mestiere un po’ alla garibaldina. In realtà per diventare chef a domicilio, bisogna abilitarsi alla somministrazione di bevande e alimenti frequentando un corso presso la Camera di Commercio della propria città. Aver acquisito un’esperienza di almeno due anni, nei cinque anni precedenti all’inizio dell’attività, nell’ambito della ristorazione o nella somministrazione di bevande e alimenti. Frequentare il corso di alimentaristi tenuto presso la Asl della propria città, al fine di conoscere tutte le norme igienico-sanitarie.
Organizzare cene a domicilio
Ci si deve iscrivere alla Camera di Commercio e aprire la Partita Iva. Si deve richiedere il codice Ateco che identifica la propria attività di chef a domicilio. Lo so, sembra macchinoso, ma in Italia questo settore è quasi una “religione” e ci si deve armare di pazienza. Comunque cucinare a domicilio per qualcuno non significa solo pendere un’ordinazione. Se siamo ad un livello alto, lo chef cura tutta la cena. Il menù si concorda, consigliando il cliente, si acquistano tutti gli ingredienti e se a casa del cliente non ci sono gli utensili, ci si deve attrezzare.

Poi si cura la mise en place e alla fine si riordina la cucina. Per dare un servizio ottimale, esistono dei corsi per approfondire la professione dello chef a domicilio. Come quelli della Federazione Italiana Professional Personal Chef che si occupa della formazione di figure professionali con statuto e codice deontologico.
Corsi di sommelier – mise en place
I corsi sono di diversi livelli e possono comprendere lezioni sulle basi della cucina o approfondimenti su temi specifici. Si affronta la pasticceria o la cottura sottovuoto, consigli su come organizzare ogni genere di evento. Se pensate che uno chef a domicilio si limiti semplicemente a preparare il menù concordato con il cliente sbagliate!

Quanto può guadagnare uno chef a domicilio? I prezzi per una singola cena, pranzo o buffet possono quindi variare, andando da 400/500 euro fino a qualche migliaio di euro. Il guadagno naturalmente è anche proporzionale al numero di clienti che ogni chef riesce ad avere. Oltre al classico e infallibile passaparola, per cui se un invitato alla cena è rimasto sorpreso dalla Ad esempio aprire una pagina su Facebook e pubblicare le foto dei piatti preparati è uno dei mezzi più semplici per farsi conoscere rapidamente e da un’ampia platea di potenziali clienti.
