Il Natale 2025 si conferma il più caro degli ultimi dieci anni. A certificarlo è il confronto tra i prezzi del 2015 e quelli attuali: il conto delle feste, tra alimentari e regali, è cresciuto ben oltre l’inflazione media, colpendo in modo diretto i bilanci delle famiglie italiane.
Secondo i dati dell’Osservatorio Nazionale Federconsumatori, alcuni prodotti simbolo del periodo natalizio hanno registrato rincari a tre cifre.
I prodotti con il rincaro più evidente
Le lenticchie, immancabili a Capodanno, sono passate da circa 4,50 euro al chilo a oltre 10 euro, con un aumento superiore al 140%. La carta regalo è più che raddoppiata (+145%), mentre il salmone confezionato segna un +103%. Anche prodotti tradizionali come pandoro, panettone e cotechino hanno quasi raddoppiato il prezzo rispetto a dieci anni fa. Non va meglio sul fronte dei regali. Oggetti ormai comuni sotto l’albero — come biciclette, droni, macchine da caffè e piccoli elettrodomestici — costano oggi fino all’80% in più rispetto al 2015.
Il risultato è che il Natale pesa sempre di più sul portafoglio, soprattutto per chi ha redditi fermi o cresciuti poco.
La crisi editoriale: un libro costa meno
Paradossalmente, l’unica vera eccezione sono i libri, che risultano leggermente più economici rispetto a dieci anni fa. Un dato che non indica maggiore accessibilità culturale, ma piuttosto la difficoltà strutturale del mercato editoriale e il calo dei consumi. Il problema non riguarda solo i prezzi, ma anche il modo in cui si spende. Quasi un acquisto natalizio su cinque viene effettuato ricorrendo a rate, finanziamenti o formule “compra ora, paga dopo”, segnale di una spesa che spesso supera le possibilità immediate delle famiglie.
Rispetto al Natale scorso, la tendenza non cambia: la spesa alimentare è aumentata di oltre il 5% e i regali a basso costo di circa il 7%. Energia, trasporti e materie prime continuano a spingere i listini verso l’alto, mentre il potere d’acquisto resta sotto pressione. Il messaggio è chiaro: il Natale costa sempre di più, non per scelta, ma per necessità. E senza un reale recupero dei salari, per molte famiglie italiane le feste diventano ogni anno un equilibrio sempre più fragile tra tradizione e rinuncia.





