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Cappella della Santissima Annunziata di Cori, stupore e meraviglia

Cappella della Santissima Annunziata di Cori, un gioiello poco noto, eppure entrare nel tempio suscita stupore per la stupefacente bellezza. Vale davvero la pena andare a visitarla.

Cappella della Santissima Annunziata di Cori

L’atmosfera mistica, i colori ancora così vivaci dopo molti secoli, lasciano a bocca aperta chi visita la cappellina. Così sublime nell’aspetto, come un fumetto narrato alla comunità, nasce nel 1411 per volere del cardinale Pedro Fernández de Frías. Chi arriva, pur trovandosi in un luogo suggestivo, trova l’aspetto esterno molto sobrio, quasi anonimo e invece all’interno tutto è un’esplosione di colore.

Cappella della Santissima Annunziata di Cori - Cori d salinata in Pietra

Alla cappella si accede tramite una scalinata di pietra. Si vede subito la facciata con lo stemma dell’antico Comune di Cori. Vi è anche una mensola in calcare proprio sopra l’ingresso, che forse serviva come portalampada. Vi è scolpito un rametto d’ulivo. Quest’ultimo riguarda la patrona della città, santa Oliva. Anche Cori come comune, ebbe un ruolo importante nell’erigere la chiesa. La cappella è piccola ma graziosa nei suoi 8 metri di navata e 4 di larghezza. Le mura esterne sono in calcare e tufo.

Cardinale Pedro Fernández de Frías

Internamente si presenta a navata unica con volta a botte. La luce entra attraverso due monofore. La cappella si trova non distante da porta Romana, fuori le mura, lungo la strada che congiungeva Cori con la pedemontana. Proprio da qui si poteva andare verso Roma e Velletri. Tornando a Pedro Fernàndez de Frìas, alla sua morte i lavori non erano ancora conclusi, soprattutto nelle decorazioni interne.

Cappella della Santissima Annunziata di Cori - La Volta A Fumetti a Cori

Altri prelati di prestigio proseguirono il cantiere, come testimoniato negli affreschi di altri stemmi e da quello della corona di Castiglia, luogo della loro provenienza. Il Comune di Cori, si occupò principalmente del grande affresco.  La cappella divenne quindi il luogo dove sostavano i magistrati provenienti da Roma per giurare fedeltà agli statuti locali prima d’essere ammessi dentro le mura. Del resto la chiesa era dedicata a S. Silvestro, per proteggere i cittadini dai pericoli della palude vicina, che era temutissima.

Bei luoghi pontini da visitare – Cappella della Santissima Annunziata di Cori

Non è strano quindi che sia stato scelto un santo che aveva sconfitto un drago. Il bellissimo ciclo di affreschi che ricopre interamente la cappella, è in stile tardo gotico. Li vediamo in scomparti separati tramite colonnine e hanno come tema episodi dell’Antico e Nuovo Testamento. Come dicevo sembra un fumetto del ‘400.  Questa piccola meravigliosa cappella, è incastonata nel verde. Un tempo era un locale annesso alla chiesa vera e propria di S. Silvestro, dal seicento dedicata al S. Crocifisso. Il complesso ora è circondato da abitazioni, ma fino agli anni Cinquanta era in aperta campagna.

Cappella della Santissima Annunziata di Cori - Volta  botte

Gli edifici intorno all’oratorio e alla chiesa, sono una sagrestia e la cella dell’eremita custode della chiesa. Poi c’è il campanile, un nuovo romitorio aggiunti nel  Seicento e nel Settecento, durante lavori di restauro. Sul portale d’ingresso c’è scritto in latino: Fu spagnolo. Chi mi leggerà dica un Padre Nostro per l’anima mia”.

Fonte foto – Facebook

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