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Colomba Antonietti tra le donne che “fecero l’Italia”, combatté vestita da uomo nella Repubblica Romana

Colomba Antonietti, eroina della Repubblica Romana per dare il suo contributo al tricolore, dovette travestirsi da uomo. Nessuno potrà mai dire che le donne non hanno fatto l’Italia. Appena quindicenne conobbe il conte Luigi Porzi, in servizio come cadetto nelle truppe pontificie, con cui condivideva il cortile di casa.

Colomba Antonietti

I due si parlavano dalle finestre delle rispettive stanze. S’incontravano quando potevano e in uno di questi momenti si scambiarono anche una promessa di matrimonio, come rivelerà Porzi molti anni dopo. Tuttavia, il diverso ceto cui le due famiglie appartenevano, costituivano un muro insormontabile. Entrambe le famiglie osteggiarono fortemente l’unione dei due innamorati, che però erano molto determinati.

Colomba Antonietti - Donne E Risorgimento in foto

Dopo che i giovani furono sorpresi a parlare tra loro dalle finestre, scoppiò uno scandalo in seguito al quale il giovane fu trasferito, ma non riuscirono ad impedire le nozze. Alla fine, in modo un po’ rocambolesco, nella Chiesa della Misericordia di Foligno, all’una di notte del 13 dicembre 1846 Colomba sposò Luigi Porzi. L’avevano spuntata loro e alla celebrazione erano assenti quasi tutti i parenti degli sposi (con l’unica eccezione del fratello di lei, Feliciano).

Repubblica Romana

Tra corsi e ricorsi storici, gli sposini infine si stabilirono a Roma, dov’era di stanza il battaglione di Luigi, promosso tenente. Giunto a Roma, il militare fu arrestato per avere contratto matrimonio senza la necessaria autorizzazione e rinchiuso a Castel Sant’Angelo con lo stipendio dimezzato. Fortunatamente, l’intervento di un suo zio, prelato, permise di revocare quest’ultima misura, ma Porzi dovette scontare ugualmente la reclusione, alleviata dalle quotidiane visite della moglie.

Colomba Antonietti - Fuciliera in foto

Infine Luigi aderì alla Repubblica Romana e Colomba volle sposare oltre al marito, anche quell’ideale. Ella era alta, snella, con denti bianchi e regolari, occhi e capelli nerissimi, ricciuti e ribelli a qualsiasi acconciatura. Lei, romantica, per combattere al fianco del marito si tagliò i capelli e si vestì da uomo, indossando l’uniforme da bersagliere. Tagliati i bellissimi capelli neri, si vestì da soldato e si arruolò.

Donne del Risorgimento

Prese parte alla battaglia di Velletri e di Palestrina, contro le truppe borboniche. Dimostrò così tanta intelligenza e valore, da meritarsi sul campo l’elogio di Giuseppe Garibaldi. Non paga, tornata a Roma, s’impegnò nel soccorso dei feriti pur continuando a combattere. E così, nell’assedio di Porta San Pancrazio, Colomba morì sotto il maledetto fuoco dell’artiglieria francese.

Colomba Antonietti - Eroina Della Repubblica Romana nel dipinto

Rendeva l’anima a Dio per la Repubblica Romana. L’aveva colpita una palla di cannone. Si spense solo pochi istanti dopo tra le braccia dell’amato marito. Prima di morire mormorò –  “Viva l’Italia”. Garibaldi nelle Memorie scrive: “La palla di cannone era andata a battere contro il muro e ricacciata indietro aveva spezzato le reni di un giovane soldato. Il giovane soldato posto nella barella aveva incrociato le mani, alzato gli occhi al cielo e reso l’ultimo respiro. Stavano per recarlo all’ambulanza quando un ufficiale si era gettato sul cadavere e l’aveva coperto di baci.(…)

Colomba Antonietti – Giuseppe Garibaldi

(…)Quell’ufficiale era Porzi. Il giovane soldato era Colomba Antonietti, sua moglie, che lo aveva seguito a Velletri e combattuto al suo fianco.” La sera successiva Manara e lo svedese Hofstetter, giunti in città, s’imbatterono nel convoglio funebre. “La bara era coperta di corone di rose bianche e dalla sciarpa tricolore. La musica militare suonava l’inno funebre dei martiri d’Italia Chi per la patria muor vissuto è assai. […] I due ufficiali salutarono commossi il feretro della loro eroica compagna d’armi, a cui tutta Roma rendeva il suo ammirato omaggio.”

iscrizione - Colomba Antonietti

Due mesi dopo la morte, nei combattimenti romani, Luigi Mercantini dedicò a Colomba Antonietti un’ode. Fu prima sepolta nella Chiesa di San Carlo ai Catinari. Nel 1941 le sue spoglie furono traslate nel Mausoleo del Gianicolo, che accoglie i caduti nelle battaglie per Roma Capitale e per l’Unità d’Italia. Della sua figura tracciarono ammirati ritratti molte personalità del Risorgimento.

Gianicolo

Giuseppe Garibaldi di lei scrisse ancora: “mi fece ricordare la mia povera Anita, la quale essa pure era sì tranquilla in mezzo al fuoco”. Il marito fuggì in Sudamerica. Visse girovagando in Brasile, Uruguay, in Argentina, poi ancora in Uruguay, dove morì, nel 1900, a Canas de Montevideo. Non si risposò mai.

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