Il nome della Valpolicella è indissolubilmente legato a quello del vino. Celebre per la sua fitta rete di viti, ospita decine di cantine. Questa terra, a pochi chilometri da Verona, vanta una lunga storia, testimoniata non solo dalla tradizione viticola ma anche dai monumenti. Per questo è un luogo tutto da scoprire, fatto di vigneti, borghi, cantine, ristoranti e siti di grande interesse.
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Origine del nome e storia
Abitata fin dalla preistoria, fu la terra degli Arusnati, popolazione preromana dell’Italia settentrionale. Questi ottennero dai romani una discreta autonomia amministrativa. Con la caduta dell’Impero Romano questa zona ebbe un declino meno accentuato rispetto al resto della penisola. Infatti, il vino, che veniva già prodotto in tempi antichi, era ancora molto richiesto. La viticoltura era dunque un aspetto caratterizzante di quest’area già nei secoli precedenti il Medioevo. In latino infatti “Vallis-polis-cellae” significava “terra dalle molte cantine”, anche se questo termine appare solo nel XII secolo. Si susseguirono poi diverse dominazioni: Scaligeri, Repubblica di Venezia, francesi, austriaci e il Regno d’Italia.
Autore: Hans A. Rosbach. Licenza: CC BY-SA 3.0.
L’Ottocento fu il periodo più difficile per quest’area. Colpita da malattie alle piante e da carestie, conobbe un lungo periodo di impoverimento. La situazione migliorò soltanto nel secolo successivo. Fu però con il boom economico del secondo dopoguerra che la Valpolicella si risollevò definitivamente dalla crisi.
Valpolicella, territorio
La Valpolicella si estende per circa 240 chilometri dal fiume Adige alle Prealpi veronesi. Comprende sette comuni, tutti nella provincia di Verona. Oltre a un suggestivo panorama collinare, possiede strutture di interesse estetico e storico. I nobili locali la scelsero, infatti, come sede per la costruzione delle proprie ville. Basti pensare che se ne contano più di ottanta. Vale la pena citare Villa Serego, a San Pietro in Cariano. Progettata da Palladio nel XVI secolo, è diventata patrimonio dell’Unesco nel 1996. Molto antica è la Pieve di San Floriano, in stile romanico, risalente al XII secolo. Di notevole interesse è anche la Grotta di Fumane, sito archeologico preistorico.
Autore. Ugo Franchini. Licenza: CC BY-SA 3.0.
La Valpolicella è grande produttrice di marmo. Le cave sono presenti fin dai tempi antichi ed è proprio da qui che provengono molte delle pietre dell’ Arena di Verona. Sono visitabili a Negrar le Cave di Prun, gallerie sotterranee attive già dal XII secolo.
Enogastronomia: vino e prodotti tipici
Il turismo della Valpolicella è soprattutto enogastronomico. Numerose cantine e aziende agricole sono presenti su tutto il territorio. È possibile prenotare veri e propri tour che portano alla scoperta dei prodotti tipici della zona. I vini di queste zone sono famosi in tutto il mondo. Basta citare il Valpolicella Classico, il Valpolicella Superiore, il Ripasso, il Recioto e l’Amarone. A questi si aggiungono molti altri prodotti tipici: i formaggi, l’olio d’oliva, i salumi, il miele. Oltre all’eccellente qualità delle materie prime, viene garantito un viaggio in un paesaggio unico.
Autore: BMK. Licenza: CC BY-SA 3.0
La storia e il successo della produzione della Valpolicella ha segnato profondamente l’identità veronese. Di fatto, non è un caso che proprio in questa città si svolga l’annuale Vinitaly, che ha ospitato nel 2019 più di 4 mila cantine. La manifestazione più importante dedicata al mondo del vino quest’anno si terrà dal 14 al 17 giugno.