Gregorio Diamare Abate di Montecassino dal 1909 al 1945 nasce a Napoli il 13 aprile del 1865. I genitori sono persone di profonda e sentita cristianità. Il giovane Gregorio sceglie seguire la sua vocazione. Insieme ad una vita monastica sceglie, inoltre, di recarsi a Montecassino. Qui le sue doti riconosciute dai monaci, lo portarono alla sua prima esperienza con i giovani.
Gregorio Diamare e la fine della guerra a Cassino
Nell’ottobre del 1943, l’abate di Montecassino, Gregorio Diamare, fu informato dell’arrivo da ufficiali tedeschi. Non ci sono buone notizie per l’abbazia. Infatti i militari esposero la situazione che si stava prospettando. Montecassino si trova sulla linea del fronte coinvolta nella battaglia. L’Abbazia, infatti, corre il rischio di essere distrutta. Oltre a questo bisogna decidere di sloggiare finché si è in tempo. Inoltre bisogna mettere in salvo le opere d’arte custodite nell’Abbazia. Compresa la necessità di separarsi da quei tesori. Opere da sempre appartenute ai monaci. L’abate cerca di resistere con ogni sorta di obiezione. Alla fine deve cedere. Imballati e caricati su autocarri tedeschi, i tesori artistici di Montecassino finiscono prima in un deposito di munizioni a Spoleto e poi a Roma. In particolare la consegna del carico alla Santa Sede fu filmata e pubblicizzata. L’abate Gregorio Diamare, invece, resta a Montecassino.
Il bombardamento dell’abazia
La città di Cassino viene rasa al suolo mesi prima di Montecassino. In particolare finiscono sotto le bombe migliaia di civili. Tanti sono costretti a rifugiarsi altrove. A Montecassino l’abate offre protezione. Presso l’abazia, chi può, aiuta a salvare i manufatti, gli archivi e i documenti della biblioteca. Infine, Cassino viene poi completamente distrutta nel marzo del 1944. Le forze alleate vogliono conquistare il monastero. Esso, infatti, si trova in una posizione strategica per poter attraversare le difensive tedesche. L’abazia è considerata dagli americani una buona roccaforte militare. Essi vogliono Montecassino nella speranza poi di prendere Roma e forse vincere la guerra. A seguito dell’azione militare, l’abate Diamare e i monaci sopravvissuti fuggono a Roma per salvarsi. La guida dell’abate Diamare è importante. Monaci e famiglie cercano nell’abate il coraggio per superare questi momenti. La missione della Chiesa è di prendersi cura della sua comunità.
La scuola dedicata all’abate Diamare
L’abate Gregorio Diamare vede oggi intitolata una scuola media a Cassino. Si tratta dell’Istituto Comprensivo Cassino3. Nell’ordinamento scolastico, la scuola media, rappresenta il secondo livello d’istruzione obbligatoria. L’abate Diamare è maestro dei più giovani. Sempre si prodiga per lo sviluppo del territorio. Così alla sua memoria vengono affidati i giovani di Cassino. In primo luogo la figura dell’abate Diamare ci ricorda il valore delle nuove generazioni. E che gli insegnanti devono cercare l’approccio migliore con gli studenti. I ragazzi devono avere accesso alla conoscenza e al sapere. Essendo queste tutte tematiche privilegiate in chiave pedagogica. Ugualmente va ricordato il messaggio dell’abate Diamare. Bisogna che pensiamo alla persona che viene educata. D’altra parte oggi si moltiplicano gli sforzi e gli studi pedagogici rivolti ai giovanissimi. In maniera da rendere più efficace l’insegnamento e l’apprendimento scolastico.