Condividi:

Esplosione della forma nell’opera di Mastroianni

Anche per chi vive da sempre a Cassino è un’emozione trovarsi al cospetto della maestosa esplosione di Umberto Mastroianni. Si tratta di un groviglio di elementi tubolari. Li guardiamo mentre sfuggono dal loro nucleo e invadono prepotentemente lo spazio circostante. D’altra parte, l’opera affronta il dramma della distruzione della città di Cassino e del suo monastero. Particolarmente interessante è come quest’opera non rappresenta gli effetti di una battaglia. Senza rovine, caduti o i segni della disperazione di chi resta. Ma la causa scatenante di ogni conflitto bellico moderno. Cioè, rappresenta l’esplosione di una bomba.

L’esplosione di Umberto Mastroianni, l’artista che rende un’istante eterno

In quest’opera spicca una scelta insolita da parte dell’artista. Sicuramente un’idea ardua ed accattivante. Infatti, è difficile realizzare con la materia qualcosa che è totalmente altro in natura. Certamente realizzare una bomba nel momento in cui libera la sua energia, una fiammata, l’immediatezza dell’evento. Così Umberto Mastroianni concentra il suo lavoro nella ricerca della possibilità di donare ad una scultura senza vita quell’energia, il movimento e anche la capacità di invadere lo spazio intorno. L’autore riesce nel suo intento, attraverso una fuga di elementi titanici che si svelano e si nascondono allo stesso tempo. Così facendo, provocano nello spettatore un senso di meraviglia, stupore, curiosità, e timore. Ma soprattutto un grande senso di drammatica sopraffazione.

Esplosione Umberto Mastroianni
Vittorio Miele e Umberto Mastroianni. Fonte foto Wikipedia, autore: Latium-novum – Opera propria, licenza: CC BY-SA 3.0

Per chi è ai piedi della grande scultura, diventa quasi possibile udire il frastuono delle bombe e le urla di chi ha vissuto i momenti più drammatici della nostra storia. Infine, dobbiamo dire che, il Monumento alla Pace, è un perfetto esempio di quelle forme di arte in libertà. Dal momento in cui viene pensata, e fino alla sua completa realizzazione passano circa venti anni. Diversi sono i motivi che ne hanno ostacolato la realizzazione. Il risultato di diversi contrasti trascinati per anni e che sono manifeste nella scultura stessa, completamente decontestualizzata. Sebbene oggi è quasi privata di quel pathos che ne è la prerogativa dominante, il monumento giace, silenzioso, sulla collina della Rocca Janula. Sta lì, muto perché non riesce più a raccontare il martirio di una città. Un sacrificio per il quale Cassino diventa l’emblema delle distruzioni belliche in Italia.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto