Condividi:

Gente di facili costumi: La prima opera del 2024 al Manzoni

Il 2 gennaio è in scena al teatro Manzoni di Cassino lo spettacolo Gente di facili costumi con Flavio Insinna. Opera di Nino Marino e Nino Manfredi ha la regia di Luca Manfredi. Inizia così il 2024 nella città martire. Si tratta di una bella occasione in questi giorni di festa per godere di quest’opera con uno dei testi più eclatanti apparsi sulle scene teatrali italiane negli ultimi decenni. 

Al teatro Manzoni inizia l’anno con Gente di facili costumi

Flavio Insinna a Cassino porta al teatro Manzoni l’opera Gente di facili costumi. Andata in scena per la prima volta nel 1988, con l’indimenticabile Nino Manfredi nei panni del protagonista. Parliamo di un testo ancora oggi considerato tra i più eclatanti apparso sulle scene teatrali italiane negli ultimi anni. Mentre, i protagonisti della pièce in edizione 2024 sono Anna, interpretata dall’attrice Giulia Fiume. Una prostituta, il cui nome d’arte è Principessa. Disordinata e rumorosa, Anna sogna di diventare giostraia. Poi, c’è Ugo, ovvero Flavio Insinna, inquilino del piano di sotto, un intellettuale che vive scrivendo per la tv e per il cinema.

Gente Di Facili Costumi Sedili Al Teatro
Gente di facili costumi è la prima opera al teatro Manzoni di Cassino per il 2024. Con Flavio Insinna, e tanto pubblico in sala per iniziare l’anno nuovo.

Ma il suo sogno è quello di fare film d’arte. Una notte, Ugo sale al piano di sopra per lamentarsi con l’inquilina che tornata a notte fonda e accendendo il giradischi l’ha svegliato. Lei, per la confusione del momento, lascia aperto il rubinetto della vasca finendo per allagare l’appartamento di lui. Ugo, costretto anche a causa di uno sfratto, trova rifugio da Principessa. Una convivenza forzata fatta di confronti/scontri e costellata di incidenti e incomprensioni. Ma c’è anche un curioso sodalizio, dove ciascuno condivide con l’altro ciò che ha. Infine, le reciproche posizioni vengono ammorbidite, perché diventa chiara una cosa fondamentale. Cioè, l’incontro tra due vite agli antipodi, ma soprattutto due sogni all’apparenza irrealizzabili.

Il valore dell’opera di Nino Manfredi

In principio, lo stesso Nino Manfredi presenta il testo del suo Gente di facili costumi come una commedia che sviluppa, in maniera anche paradossale, un fondamentale problema etico. Si tratta di comprendere come, in una società come la nostra, dove tutto è avvilito e corrotto, quale valore diamo ancora all’onestà, alla dignità, al rispetto dei valori umani più profondi? Ugualmente, lo sport diventa sempre più truffa e violenza. Così come, gli ideali politici servono solo a difendere gli interessi più strettamente privati. Mentre, La creatività e la fantasia le mettiamo al servizio di imbonimento pubblicitario. Senza fare ulteriori altri esempi, è evidente che viviamo in una società in cui i valori più elevati sono svenduti e liquidati, perché il bello, il buono e il vero sono assoggettati all’utile.

Tuttavia, è bene comprendere come, i nostri valori siano un prodotto storico, legati alla forma di differenziazione sociale dominante in vigore. Anche in quest’opera teatrale, i valori indicano un problema socialmente rilevante. Essi definiscono un’identità collettiva. Certamente, i valori sono condizionati dallo sviluppo storico della società moderna. Ancora oggi, tende a mutare in modo progressivo, spontaneo e quasi indolore. Ugualmente, come accade nell’opera Gente di facili costumi, c’è un confronto valoriale che genera conflitti e mutamenti nella relazione tra i due protagonisti.

Condividi:

Articoli correlati

ADV SIDEBAR
Torna in alto