In quarantena il mal di testa potrebbe farsi sentire. Anche le persone che non sono soggette possono sperimentare, in questo particolare periodo, un fastidioso cerchio alla testa. Le cause? Le più disparate! Certo è che anche l’alimentazione può fare la sua parte nell’alleviare questo seccante disturbo.
Mal di testa in quarantena, manteniamo un corretto stile di vita
In alcuni giorni il tempo non passa mai a casa. E come se non bastasse sopraggiunge quell’ irritante cerchio alla testa che sembra non darci tregua. Dopo averne parlato con il medico e aver escluso le principali cause ad esempio traumi cranici e quant’altro, spesso nel mal di testa passeggero può aiutare la scelta dei cibi. Eh si, perché è proprio in quarantena e costretti a casa che bisogna porre più attenzione all’alimentazione e allo stile di vita in toto. Sonno e esercizio fisico incluso. Insomma, non lasciamoci andare.
Gluten sensitivity, questa sconosciuta
Lo sapevi che alcuni cibi sono in grado di innescare a distanza di pochi minuti il mal di testa? In soggetti sensibili la solo ingestione di un certo alimento provoca un tremendo mal di testa. L’unico consiglio, secondo i medici e i ricercatori, è quello di evitare di mangiare l’alimento incriminato. Lo sanno bene le persone affette da gluten sensitivity, che tra i i molteplici sintomi, possono accusare brain fog e dolore alla testa. Queste persone non devono escludere mai definitivamente il glutine dalla loro dieta, in quanto non sono celiaci. Infatti, in questi casi gli esami diagnostici risultano negativi. Ma si può trarre giovamento dall’abbassare il consumo di grano, farro, orzo ecc… cercando di introdurre altri cereali senza glutine, come ad esempio il riso, il mais, la quinoa, il miglio.

Mal di testa: gli alimenti più incriminati
Glutammato monosodico: dove si trova? Beh, nel dado per il brodo, nella salsa di soia, ed è nascosto in molti altri prodotti. Difatti il glutammato è un esaltatore di sapidità molto utilizzato nell’industria alimentare e nella cucina orientale. E’ noto che il glutammato è responsabile del cosiddetto gusto UMAMI, tipico delle proteine. Il Regolamento (UE) n.1129/2011 ne fissa il livello massimo specifico a 10g/kg di prodotto. La sua sigla è E621, ma è presente naturalmente in molti altri alimenti come il pomodoro e il parmigiano…che tra l’altro sono ricchi di istamina, molecola da evitare in caso di mal di testa e soprattutto se si soffre di allergie.

Nitriti: Ahimè, sono un po’ ovunque, addirittura nell’acqua e quindi nei vegetali. Precisamente sono presenti nei prodotti conservati. Quindi si trovano in alimenti come il prosciutto cotto, speck, mortadella, ma anche formaggi e pesce marinato. Infatti i nitriti si trovano in natura è vero, ma sono ampiamente impiegati nell’industria alimentare per le loro proprietà antimicrobiche, antibatteriche e antibotuliniche. Inoltre esaltano il colore dei salumi cosa molto gradita al consumatore medio. Secondo il comitato scientifico per l’Alimentazione della Commissione Europea il limite giornaliero è di 0,06 mg/kg di peso corporeo. Perché? Perché sono cancerogeni e possono causare la metaemoglobinemia. Su di essi ci sarebbe molto da dire, ma basta ricordare di evitarne l’abuso. Quindi anche in quarantena vale la raccomandazione di preferire prodotti freschi, sopratutto per bambini e anziani. La sua sigla? Da E249 a E252.

Sono veramente tante le sostanze contenute in alimenti di tutti i giorni che inconsapevolmente ingeriamo. I tannini,la tiramina, per non parlare poi dell’istamina sono alcuni esempi di molecole da evitare. In generale è importante adottare una dieta varia ed equilibrata, in cui non si esagera con i grassi e i carboidrati. Sicuramente la qualità fa la differenza, ciò che conta è scegliere bene i grassi, e in particolare tenere sotto controllo il delicato equilibrio tra omega3 e omega6. Attenzione al fai da te : il digiuno e le diete troppo drastiche ne esacerbano i sintomi. Parla sempre con il tuo medico e il tuo dietista o nutrizionista di fiducia.