La nostra redazione si unisce al dolore per la scomparsa della illustre professoressa Maria Martano (per tutti ‘Mariella’), originaria di Melendugno, in provincia di Lecce. Questo articolo si rende necessario per l’alto valore sociale e umano che la professoressa ha profuso nella sua vita terrena. Dedichiamo questo articolo a lei e alle sue studentesse che tanto amava.
Mariella Martano, la prof che tutti avrebbero voluto avere
Ti conoscevo da poco, un paio d’anni in tutto è durata la nostra amicizia terrena, ma a me è sembrata una vita infinita. Probabilmente quell’infinito che scrutavo nei tuoi occhi, soprattutto quando parlavi dei tuoi studenti e delle tue studentesse, tu meravigliosa professoressa di arte.
Il ricordo di una donna straordinaria
Sempre pronta a sorridere e a far sorridere, sempre forte e così vera, il tuo carisma non potrò dimenticarlo mai. Ricordo ancora quando ti parlai con soddisfazione e anche un po’ di amarezza, dell’esperienza che avevo fatto da docente in una scuola difficile di un quartiere difficile in una grande città. Ancora me ne portavo dietro il fardello, quando tu d’un tratto mi dicesti che il tuo primo giorno di scuola, a San Vito dei Normanni, ti eri ritrovata con tutte le gomme bucate dell’auto. Ma tu, Mariella, dolce quanto forte, i tuoi studenti li amavi comunque e li portavi nel cuore, e per questo no, non eri affatto “figlia unica”, come intitolasti il tuo libro.
“Non conoscevo San Vito dei Normanni, era per me solo un nome sui segnali stradali, ma pian piano cominciai a conoscere quella realtà a me sconosciuta, la sua storia, le sue pietre. Un giorno il preside mi chiamò da Brindisi e mi chiese di accompagnare dei ragazzi di secondo liceo presso la scuola media per presenziare a una manifestazione. Io fui molto perplessa, avevo una grande paura, eppure dissi di si, mi armai di coraggio e andai con quei trenta scalmanati allievi”.
E tu di coraggio ne avevi cara Mariella, mai arresa neanche quando il cancro ti si presentò nel pieno della tua giovinezza e della tua bellezza, a soli 40 anni. Quel cancro devastante che non è mai andato via del tutto ma tu, gli hai reso le cose davvero dure con la tua caparbietà di guerriera.
La scuola per Mariella
“Fu la prima esperienza di scuola vera. I ragazzi si comportarono benissimo e, al ritorno, mi fecero da guida nel centro storico. Così io approfittai per mostrare loro le peculiarità dei palazzi, delle chiese che io vedevo per la prima volta ma che raccontavano di un passato ricco di memoria. Ci fermammo a guardare i muri e a osservare i segni del tempo. Spiegai loro come un semplice coccio di pietra ci potesse raccontare storie inaspettate. Quei ragazzi da quel giorno mi amarono e capirono quale fosse il segreto della Storia”.
“I miei studenti, fantasia, intraprendenza, amore incondizionato”
“Appassionante è stato davvero fare la ‘prof.’, come mi chiamano i ragazzi, davanti a me si è aperto un mondo totalmente nuovo. Il contatto con i giovani ha stimolato in me fantasia, intraprendenza, amore incondizionato, nuove visioni della vita di ogni giorno. Non mi piaceva essere chiamata “prof” all’inizio, mi sentivo sempre un architetto e quel nomignolo non mi si addiceva. Ora, dopo tanti anni, mi fa piacere sentirmi chiamare così, mi sento ‘io’. So di esserlo e sono cosciente di come pian piano, nel corso della vita, si possa cambiare ed essere coscienti del ruolo assunto nel cambiamento”.
Ci sono dei momenti però…
“Ci sono dei momenti però in cui il nostro cervello rifiuta la conoscenza. Si rifugia in una voluta ignoranza per allontanare da sé il male e la sofferenza. Mariella non è fatta così ma ha conosciuto tante persone che, pur di non sapere, si chiudevano in un guscio morbido di umana irrazionalità”.
“Mai avrei potuto pensare che sarebbe arrivato un giorno in cui il mio desiderio più forte sarebbe diventato quello di sentire i bus e le auto. E poi quel chiasso bellissimo intorno alle ore quattordici degli studenti che, fermi sotto il muro della mia casa, aspettavano le corriere per i loro paesi”.
Ci mancherai Mariella. La redazione.