A due passi da Ostuni – nel territorio di Carovigno – vi è l’area marina protetta di Torre Guaceto. Essa si estende dal promontorio di Punta Penna Grossa fino alla località di Apani. Nella baia di Torre Guaceto si erge l’omonima torre costiera, regalando ai suoi visitatori scenari unici sullo sfondo dei suadenti colori marini. La torre è databile al 1531.
Escursione a Torre Guaceto: una lunga distesa di paradiso
Il litorale si presenta a tratti basso, sabbioso e con dune a cui si alternano tratti rocciosi. Si possono scorgere altresì delle aree umide con acque dolci e canneti habitat di uccelli acquatici che non è raro incontrare. In definitiva parliamo di un’area con una diversità ambientale che da luogo a una vegetazione e a una fauna variegate. E che per questo regala spettacoli unici da ammirare almeno per una volta. L’area marina protetta di Torre Guaceto è stata istituita nel 1991.
Alla volta della Riserva naturale
Giungiamo davanti a un cartello. Ubicato in un prato verde, una vasta distesa d’erba morbida, riporta delle informazioni su Torre Guaceto. Si tratta di un’area marina protetta, una riserva naturale dai colori meravigliosi, ricolma di specie faunistiche. Splendida si manifesta di fronte a noi, poco a poco. Siamo al cospetto di un breve sentiero sterrato dove lasciamo l’automobile e proseguiamo a piedi. Passo dopo passo, sulla stradina già segnata nella vasta distesa di piante, ci addentriamo fino a scorgere delle dune e dei faraglioni di terra rossa. Più in là sorreggeranno il nostro passo accompagnandoci con i suoni del vento prima della discesa verso la spiaggia bianca e il mare.

L’acqua si presenta a tratti trasparente, a tratti con sfumature blu. E’ una lastra di cristallo, invitante e lievemente mossa quanto basta per scuotere delle piccole onde. In esse si fondono il sale e la luce, brillano più di stelle, si srotolano nella grande massa d’acqua arrivando adagio fino alla riva. La trasparenza dell’acqua ci rende nitido il cuore. L’immenso davanti a noi. Guardiamo verso l’orizzonte e scorgiamo dei lunghi scogli: gli isolotti di Apani.
Gli isolotti di Apani: custodi di un tesoro archeologico inestimabile
Il promontorio di Torre Guaceto e gli isolotti di Apani hanno offerto ampie testimonianze di insediamenti protostorici. Si è infatti riscontrata la presenza di centinaia di buche di palo sul banco roccioso e sugli isolotti. Queste sono le strutture portanti di capanne che costituivano un villaggio dell’età del Bronzo. Due di queste capanne, rinvenute sugli isolotti, sono state oggetto di studio da parte dei ricercatori del Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento negli anni 2008-2009-2011.

Sugli isolotti è ancora visibile parte del pietrame a secco che costituiva le mura difensive del villaggio. Tra gli esperti del progetto di ricerca l’archeologo brindisino Teodoro Scarano, Giovanna Maggiulli, Ilaria Malorgio, Corrado Pino, Elena Bianchi, Giorgia Aprile, Alessandra dell’Anna e Erica Florido. Frammenti ceramici di varie dimensioni, manufatti in pietra e in osso fanno parte del tesoro ritrovato. I resti hanno potuto consentire di evidenziare che l’antico villaggio è stato distrutto da un incendio. Per approfondire http://www.brindisiweb.it/storia/archeologia_scogli_apani.asp
Note: si ringrazia Paolo Marra per averci condotto in questo luogo meraviglioso.





