Il ponte “Morandi”, denominazione ufficiale “Viadotto Bisantis“, costruito in calcetruzzo armato, è simbolo di Catanzaro. L’infrastruttura ha un’altezza di 112 metri, una lunghezza di 468 metri e un’altezza luce massima di 231 metri. L’opera porta la firma dell’ingegnere Riccardo Morandi, vero orgoglio nazionale, tra i più geniali e innovativi progettisti di ponti a livello internazionale.
Il ponte “Morandi”, dedicato a Fausto Bisantis
Il ponte “Morandi”, denominazione ufficiale “Viadotto Bisantis“, è un ponte ad arco stradale e pedonale, composto da un’unica carreggiata e da 3 corsie. Collega il centro di Catanzaro con la Strada dei Due Mari e con la periferia nord-ovest della città (quartieri Mater Domini e Gagliano). E’ una pietra miliare nella storia dell’ingegneria mondiale e nazionale e, in quanto tale, è diventato il simbolo della città di Catanzaro.
Il 12 ottobre 2001 viene inaugurato l’impianto di illuminazione dell’arco, oggi spento. Nel 2002, in occasione del 40mo anno della costruzione, il ponte è dedicato alla memoria di Fausto Bisantis, divenuto poi senatore della Repubblica italiana. Nel 2012 Catanzaro ha celebrato il 50mo anno di vita del suo famoso ponte. Per l’occasione, Poste italiane ha emesso uno speciale annullo filatelico.
La presidenza di Fausto Bisantis e il progetto del ponte
Negli anni Cinquanta, durante la presidenza di Fausto Bisantis, l’amministrazione provinciale di Catanzaro stabilisce la costruzione di una via di accesso alla città dal versante occidentale. Nel 1958, il nuovo presidente Aldo Ferrara, commissiona alla So.Ge.Ne di Roma la costruzione dell’opera d’arte. Il progettista incaricato è il professore Riccardo Morandi, ingegnere e architetto.
In una prima ipotesi, il ponte è a tre archi. Decide poi di realizzarne uno solo in calcestruzzo armato, retto su un’unica grande arcata. Il viadotto viene inaugurato nel 1962, dopo soli tre anni dall’inizio dei lavori e dopo aver superato una imponente prova di carico, a cui assistette gran parte dell’incredula cittadinanza catanzarese.
La costruzione del ponte “Morandi” con una centina da record
Per realizzare il ponte di Catanzaro Morandi usa una centina da record. Nel 1962 risulta la più grande costruita al mondo. Infatti, è alta 120 metri, può resistere a raffiche di vento superiori ai 140 km/h. Costruita dalla Dalmine-Innocenti, è per metà in calcestruzzo, con 3 robusti cavalletti centrali eretti nel vallone, e per metà in tubi d’acciaio, disposti “a ventagli” dipartenti dai cavalletti e alti fino a 60 metri. Per realizzarla vengono utilizzati 450 km di tubi di acciaio pesanti 2000 tonnellate totali e fissati tra loro con 245.000 giunti.
La fase dell’allineamento delle varie aste e il loro fissaggio è delicata. Ma ancora più complessa è l’operazione del getto del calcestruzzo per le sponde dell’arco. All’interno esso è quasi totalmente cavo, altrimenti nessuna centina ne avrebbe potuto reggere il peso. Questa operazione dura dal 5 dicembre 1960 fino al primo marzo 1961, con due turni giornalieri di 10 ore.
Primati in Europa e nel mondo del ponte Morandi
Il ponte Morandi, raggiunge negli anni diversi primati e si piazza bene nelle diverse classifiche. Tra tutti i ponti ad arco, costruiti in cemento armato, nel 1962 per luce è il sesto in Europa e sedicesimo nel mondo. Oggi è il 22mo in Europa. Ed ancora, tra i soli ponti ad arco costruiti in cemento armato nel 1962 è il primo nel mondo per altezza ed il secondo per luce.
Inoltre, è stato primo nel mondo per non aver ceduto all’atto del disarmo e per altezza della centina. Infatti, all’atto del disarmo della centina, l’arco si abbassa in chiave di circa 75 mm, contro i 100 mm previsti. Oggi è terzo in Europa per altezza, dopo il Pont du Gueuroz e il Ponte di Los Tilos. Undicesimo in Europa per luce e primo in Italia per luce, altezza e lunghezza.
Proposta del “vincolo di opera di interesse culturale”
L’Ordine degli Architetti PPC della provincia di Catanzaro, ha proposto di promuovere specifica procedura per l’apposizione del vincolo di tutela e “salvaguardia” del Ponte Morandi di Catanzaro. Scrivono in una nota stampa, il presidente Giuseppe Macrì e il segretario dell’ordine degli Architetti PPC di Catanzaro Alessandro Pitaro:
“Il Ponte ‘Morandi’, opera di primaria bellezza, frutto della cultura architettonica, delle conoscenze scientifiche e della capacità ingegneristica dell’ingegnere Riccardo Morandi, rientra a pieno titolo tra le opere da sottoporre a tutela per il quale si propone il ‘vincolo di opera di interesse culturale, finalizzato a rafforzare l’importanza ed il valore espressivo che rappresenta per il territorio e l’Italia.”
(Foto Wikipedia)