Il Salento, oltre che per le sue innumerevoli bellezze naturali, è conosciuto anche per il suo vasto patrimonio di miti e leggende. Tra questi, spicca la leggenda legata all’edificazione della famosa Guglia di Raimondello che si trova nel centro storico di Soleto. Questo monumento, esempio di arte tardogotica, è davvero molto particolare ed inquietante dal momento che è caratterizzato dalla presenza di figure umane e bestiali scolpite nella pietra leccese. L’origine della Guglia, secondo le antiche e misteriose storie incentrate sulla magia e sui demoni, è connessa ad una figura che animava la cittadina di Soleto, ossia quella di Matteo Tafuri.
Questo cittadino era un esperto conoscitore di esoterismo e filosofia ed amava circondarsi di intellettuali e discepoli con i quali discorreva di questi argomenti. Matteo Tafuri si dedicava anche alla magia, alla stregoneria, all’esoterismo e all’occultismo, motivo per il quale i suoi compaesani pensavano fosse un pericoloso mago in grado di comunicare con i demoni. Non a caso, era conosciuto come il “mago di Soleto” e più volte rischiò di finire sul rogo con l’accusa di stregoneria. I suoi concittadini lo tenevano a debita distanza e lo evitavano quando lo incrociavano per strada.
La Guglia di Raimondello, Matteo Tafuri commissionò i lavori alle forze demoniache
Matteo Tafuri, stanco di essere additato ed accusato dai propri concittadini, durante una notte di tempesta, scatenò le forze dell’inferno ed invocò addirittura l’aiuto del diavolo. A questo punto, convocò streghe, demoni e spiriti infernali, affinché tutti insieme edificassero una grandissima torre campanaria. Nei piani di Matteo Tafuri, questo monumento doveva diventare l’emblema della sua potenza e dei suoi innegabili poteri esoterici. Inoltre, egli voleva vendicarsi per l’atteggiamento degli abitanti di Soleto nei suoi confronti. La torre, però, doveva essere costruita in una notte, altrimenti il mago avrebbe pietrificato tutti. Le forze demoniache si misero all’opera e, poco prima dell’alba, avevano quasi finito i lavori.
In quel momento, però, assaliti dalla paura, tornarono tutti nel regno delle tenebre, eccetto quattro demoni Grifoni. Questi ultimi si stavano occupando degli ultimi capitelli necessari per ultimare la cornice del terzo piano. Essi non si resero conto che l’incantesimo era ormai concluso e furono di colpo trafitti dai raggi del sole. I demoni grifoni vennero subito pietrificati agli angoli del campanile, all’altezza della terza balaustra. Uno di essi, sperando di essere ancora in tempo per ottenere l’agognata salvezza, si volse verso il sole nascente e rimase pietrificato in quella posizione. Ancora oggi, i demoni grifoni occupano l’affascinante Guglia di Raimondello con il loro inquietante fascino.