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Rocco e i suoi fratelli e l’epopea dell’emigrazione lucana

Rocco e i suoi fratelli, un film epico, intriso di cultura contadina che va alla conquista del nord. Si tratta di un film capolavoro del maestro Luchino Visconti in cui per la prima volta si affronta il tema dell’emigrazione lucana nel settentrione d’Italia. Una pellicola che racconta tutte le difficoltà dell’incontro/scontro tra due culture diverse.

Rocco e i sui fratelli

Alla morte del padre, Rocco Parondi, con la madre Rosaria, raggiunge i suoi fratelli, Simone, Ciro e Luca, il loro fratello maggiore Vincenzo a Milano. Al loro arrivo scoprono che Vincenzo sta festeggiando il suo fidanzamento con Ginetta, anche lei figlia di emigrati lucani, ma ormai già ben inseriti a Milano. Quando la madre richiama Vincenzo al suo dovere di provvedere prima d’ogni altra cosa alla sua famiglia d’origine, i parenti di Ginetta temendo di doversi sobbarcare i nuovi arrivati, cacciano i Parondi.

Rocco e i suoi fratelli

Vincenzo, lascia anche lui la festa e inizia a provvedere come può ai suoi cari. Rocco inizia a lavorare in una lavanderia. Ciro studia e trova lavoro come operaio in una fabbrica dell’Alfa Romeo, Simone si dà alla boxe, mentre Luca rimane a casa con la madre. Visconti aveva il desiderio di raccontare la storia di una madre che aveva cinque figli come le dita d’una mano.

Luchino Visconti

Comunicò questo desiderio all’autrice Suso Cecchi D’Amico che lo ascoltò. Dapprincipio le scene iniziali della pellicola, avrebbero dovuto essere girate proprio in Basilicata, nel film definita proprio col suo antico nome di “Lucania”. Tuttavia, nella versione finale il film è interamente ambientato a Milano, dove la famiglia approda. Visconti soggiornò in Basilicata per le dovute ricerche del caso, prima di iniziare a girare. Andò a Matera, Miglionico, Bernalda e Pisticci; spinto probabilmente dalla lettura di autori come Carlo Levi e Rocco Scotellaro.

Rocco e i sui fratelli- Cinema a Milano
Visconti con gli attori protagonisti del film

Era necessario conoscere gli usi e i costumi locali che poi prendono forma nell’opera. Sempre la sceneggiatrice Suso Cecchi D’Amico dichiarò che Visconti scelse come riferimento i lucani, per vari motivi. Lo fece, prediligendoli ad altre comunità più note come siciliani e calabresi. Ella disse: “Li trovava gradevoli per una certa disponibilità psicologica e per il loro accento”.

Cinema in Basilicata

Il regista milanese era nobile di nascita, infatti, Visconti era Conte ed era cresciuto a Villa Erba. Tra i padri del cinema neorealista italiano, aveva quindi una cultura raffinata e sconfinata. Lungimirante, decise di andare in Basilicata tra la fine del 1959 e l’inizio del 1960 per conoscere meglio da vicino la realtà contadina, tanto distante dalle sue nobili origini.

Rocco e i sui fratelli - Dietro Le Quinte sul set
Il regista guida gli attori in una scena

Da abile professionista quale era, riteneva imprescindibile addentrarsi in quella realtà, per una buona riuscita della pellicola. Era importante anche per una perfetta trasposizione cinematografica del dramma dell’immigrazione. Un tema non scevro da tante tribolazioni, che si sviluppa quasi naturalmente subito dopo il tour lucano. Rocco e i suoi fratelli, resta ancora oggi un capolavoro che il pubblico vide per la prima volta proiettato a Venezia il 6 settembre 1960; nell’ambito della Mostra internazionale d’arte cinematografica. Il successo fu immediato.

Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia

Il viaggio in Basilicata, in particolare a Matera e Pisticci, compiuto da Visconti al culmine di quella che era una sfolgorante sua carriera artistica, gli aveva dato ragione. Quel viaggio si era rivelato necessario per prendere coscienza della materia stessa del film; per selezionare tipologie umane locali, uniche. Soprattutto lo era stato per fissare i tratti culturali di quella gente. In realtà, il progetto originario di sceneggiatura prevedeva che l’inizio del film fosse girato proprio in quella zona. “Terra brulla e fantastica, che lascia senza respiro chiunque accolga nel suo generoso grembo”. Rocco e i suoi fratelli è intriso di cultura lucana sempre presente in ogni fotogramma. Il pane di Matera, la collana d’aglio appeso nella cucina di Rosaria, il suo vestito nero pieno di spilli e spilloni, sono subito riconoscibili.

I Calanchi Di Aliano In Basilicata
Un tipico paesaggio lucano

Rocco e i sui fratelli capolavoro del neorealismo

La Basilicata, insomma, vive nel ricordo di quelle foto scattate durante il tour, come nell’ovale che Rosaria porta al petto, raffigurante il marito defunto. È una Basilicata da cui i protagonisti non riusciranno mai realmente a fuggire e che ritorna anche nella prima sfida pugilistica di Simone, peso medio massimo della società Aurora di Milano, contro Vitolo, della società Virtus di Potenza. Anche se nulla venne girato in Basilicata, Visconti fu il primo a ritenere la regione un degno set cinematografico. Precursore, suggerì ai registi successivi di recarsi in questa bella terra arcaica e densa di significati; la stessa che aveva affascinato Levi e che affascinerà Pier Paolo Pasolini (Il Vangelo secondo Matteo, 1964). Il cinema ha ancora accarezzato la terra lucana, con Francesco Rosi (Cristo si è fermato a Eboli, 1978) e tanti altri, fino ai giorni nostri.

(Fonte foto Facebook Cinema)

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