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San Valerio patrono di Alvito, gloria dell’esercito romano

San Valerio patrono di Alvito, è venerato come santo e martire dalla Chiesa cattolica. Si festeggia il martedì dopo la Pentecoste ma per permettere a tutti gli alvitani di partecipare si posticipa al venerdì e sabato successivi.

San Valerio patrono di Alvito

Valerio era un soldato romano martirizzato. Le sue spoglie, traslate il 6 giugno 1656 dalle Catacombe di Santa Ciriaca di Roma verso Alvito; hanno trovato una comunità devota ad accoglierlo. A partire da questo periodo, e per i secoli successivi, si attribuiscono alle reliquie del santo eventi miracolosi; come la guarigione dalla peste e la protezione dai bombardamenti della seconda guerra mondiale. Possiamo vedere San Valerio raffigurato con una palma, a significare il martirio; ed una lancia a simboleggiare la sua appartenenza alla legione romana.

San Valerio patrono di Alvito - Soldato E Legione dei soldati romani

La lancia da urto, ovvero “hasta”, si usò a partire dal periodo falangitico fino al tardo impero; così come è evidente in numerosi reperti archeologici. Gli abitanti del luogo, sentono moltissimo l’appartenenza a San Valerio. Lo testimonia la ricostruzione storica e la dovizia con cui si descrive al dettaglio, a vita di un soldato domano.

San Valerio patrono di Alvito legionario romano

Del resto la presenza romana nei territori della Valle di Comino è estremamente antica. Si evince anche dagli scritti e scrittori dell’epoca, come Tito Livio, Virgilio o Cicerone. Vi sono certamente numerose testimonianze, come iscrizioni, mura poligonali, strade, cisterne, ville, terme, santuari o statue. Ma anche da numerosi reperti archeologici come monete, oggetti sacri o armature.

San Valerio patrono di Alvito - Legionario romano

Orbene, lo studio di questi reperti, ha confermato che l’antica Cominium, distrutta dai romani durante la terza guerra sannitica; non si trovava in questo territorio che era già sotto i romani dal 299 a.C. Sappiamo inoltre, che in epoca Repubblicana, questo territorio subì una profonda trasformazione, grazie alla fertilità del territorio, per via della presenza di numerose sorgenti. All’epoca, si divisero le terre in centurie, coltivate dai coloni romani e dai legionari veterani in congedo. Ancora oggi resistono le tracce di queste opere, presenti tra Alvino e Atina.

Esercito romano

I confini dei campi agricoli, rispecchiano incredibilmente le delimitazioni date dai romani. Gli scavi di superficie hanno fatto emergere resti di ville, tombe, tratti di strade, come la “via antiqua”, che attraversava tutto il territorio alvitiano. Non dimentichiamo che le miniere metallifere della Valle di Comino, hanno consentito alla Roma Repubblicana prima e imperiale poi, una potenza militare invincibile. In ogni caso, San Valerio è amato patrono di Alvito, e le sue reliquie sono ancora nella chiesa di San Simeone Profeta.

San Valerio patrono di Alvito - San Valerio con l'armatura

Secondo una leggenda devozionale alvitana, san Valerio martire avrebbe protetto la città di Alvito dai bombardamenti della Seconda guerra mondiale. Essendo stato questo, l’unico centro della Valle di Comino, assieme a San Donato Val di Comino, a non aver riportato gravi danni; e a non aver avuto sfollati. Si configura anche protettore di alcuni soldati alvitani che, avendo chiesto la sua intercessione; si salvarono durante le battaglie.

Via Antiqua

Ricordiamo che in un’epoca lontana, venne invocata la sua protezione dalla grave pestilenza che occorreva in quell’anno 1656. Nella storia della traslazione del corpo parliamo di vari personaggi di rilievo. Il primo in assoluto fu Mons. Marcello Anania, vescovo di Nepi e Sutri; in qualità di vice-gerente del Cardinal Vicario per la città di Roma. L’atto notarile con il quale le reliquie del corpo di San Valerio e le ossa di altri due martiri, Ippolito e Gennaro, sono fatte oggetto di dono all’Abate don Francesco Narducci per essere poste in venerazione nella chiesa di San Simeone Profeta, fu redatto il 4 gennaio 1656.

prato verde - Elmo E Lancia con legionario

Il tutto sotto il primo pontificato di Papa Alessandro VII; e fu erogato dal notaio D. Lauro Pino “de Genuis” nell’abitazione del Vice-Gerente Mons. Marco Antonio Oddi, Vescovo di Gerapoli.

Miniere della Valle di Comino

La cassa lignea contenente le reliquie dei tre corpi; fu traslata il martedì dopo la solennità di Pentecoste, e fu posta sotto l’altare maggiore. Tuttavia, per esporre le sacre reliquie al culto dei fedeli, bisognò attendere più di un secolo. Quando la Sacra Congregazione dei Riti con apposito decreto ne consentì la venerazione. Invece le spoglie di San Valerio Martire vennero subito riconosciute autentiche ed esposte al culto e all’amore del popolo alvitano. 

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