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Lavatoi di Frosinone, “non luoghi”, da riafferrare

Lavatoi di Frosinone da riscoprire, restaurare e “vivere”. In un territorio come il nostro, parlare di lavatoi pubblici, può far alzare il sopracciglio. Naturalmente rimetterli in funzione perché le donne desiderano andare a fare il bucato, è quanto meno anacronistico.

Lavatoi a Frosinone - lavatoio in via Fontana Unica

Non esiste uno stuolo di massaie che con un pezzo di sapone di Marsiglia, una tinozza e la biancheria; cercano un vascone per sciorinare, ma c’è molto di più in ballo.

Lavatoi di Frosinone

Nei paesi che hanno mantenuto un aspetto integro e medievale, vi sono bellissimi e antichi lavatoi pubblici; sovente con delle scritte d’epoca. Tali luoghi sono pregni di storia, mete di turisti e sono davvero incantevoli, perché riprendono vita con eventi popolari. Anche noi in città abbiamo dei lavatoi in disuso, ahimè, abbandonati, e avvolti dal degrado e l’abbandono.

reperti storici - Prima Lavatrice storica

Si tratta di “non luoghi” che però hanno un potenziale non indifferente. Restaurare i vecchi lavatoi, significa riconquistare una parte “faticosa” della nostra storia. Vuole dire riannodare fili interrotti bruscamente e per alcune donne con sollievo a dire il vero.

lavatoi a Frosinone - Lavare Al Fiume Cosa

Tanti non hanno la minima idea di quanto la lavatrice abbia cambiato la vita delle donne. Fare il bucato a mano, non solo era faticoso, ma richiedeva molto tempo. Tantissime donne lasciavano gran parte della loro salute sulle pietre del fiume “Cosa”; chine per ore, anche in inverno.

Dal lavatoio alla lavatrice

Avevano le mani viola per il vento, il freddo e l’artrosi arrivava anche in giovane età. Era l’epoca del sapone fatto in casa, della liscivia e della cenere del camino che si usava per lavare. Si tratta di concetti quasi del tutto dimenticati e ignorati da diverse generazioni.

Lavatoi a Frosinone - Lavatoio e donne al lavoro

Andare al lavatoio pubblico, o al fiume significava anche far asciugare il bucato sulle siepi e nel frattempo riposare. Lavando si cantava per affrontare meglio la fatica ed era un tempo dedicato anche alla socializzazione. Si parlava e ci si raccontava le “chiacchiere” del paese. A Frosinone abbiamo la fontana Bussi intorno alla quale sono state scavate le vasche in pietra, piuttosto consumate dall’uso, dove le donne lavoravano. C’è un lavatoio abbandonato in Via Fosse Ardeatine e un altro a poche centinaia di metri dal cimitero. Esiste anche il vascone di Fontana Tonica, incantevole e si tratta di luoghi importanti.

Lavatoi pubblici in Ciociaria

Recuperare, restaurare e rendere accessibili i vecchi lavatoi, significa davvero riannodare alcuni fili tra passato e presente. Si potrebbe portare delle scolaresche a conoscere dove si svolgeva una parte della vita di quelle donne. Oppure si potrebbe fare dei tour guidati, restare in cerchio ad ascoltare una guida che potrebbe raccontare come si faceva il sapone cento anni fa.

artigianato - Sapone fatto a mano

Si potrebbe imparare a usare la liscivia o fare dei brevi corsi di bucato, perché non è scontato che si sappia togliere una macchia da una camicia. Dove è possibile, potrebbe tornare a scorrere l’acqua e chi lo desidera potrebbe lavare nei vasconi. Alcune donne in talune zone lo fanno ancora. Pulire i terreni li valorizzerebbe e tutti ne trarrebbero giovamento. Si potrebbe anche fare delle tavole rotonde, organizzare lezioni di acquerello, i canti o fare dei servizi fotografici.

Fare il sapone e lavatoi di Frosinone

Inoltre i bambini potrebbero essere portati a fare delle merende e stare in un luogo da apprezzare dal punto di vista storico.

Sarebbe bellissimo poi apporre una targa per ricordare quelle donne che hanno speso tanto delle loro vita per fare lavori molto pesanti e faticosi.

Foto di copertina – Facebook – Fausta insognata Dumano/ Via Fontana Unica – Antonio Limonciello

© Riproduzione riservata

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