Relazione tra calo riproduttivo e inquinamento, sì è vero, esiste, almeno così dicono le ricerche scientifiche, con dati che fanno tremare i polsi. Il 10 aprile 2024, alcuni membri del Comitato NO biodigestori a Frosinone – Valle del Sacco, sensibili alla questione ambiente a tutto tondo, hanno partecipato al congresso, “I dati di biomonitoraggio umano: quali rischi, quali rimedi”
Relazione tra calo riproduttivo e inquinamento
Oganizzato dall’associazione AltrItalia Ambiente ed Ecofoodfertility, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’evento ha evidenziato dati allarmanti. Illustrati i risultati degli studi effettuati in diverse aree d’Italia, riguardo lo stato di contaminazione ambientale. E gli effetti sulla fertilità maschile, che hanno attratto enormemente l’attenzione dei presenti. Lo studio aveva come focus la qualità del seme di giovanissimi sani, dai 18-22 anni, in relazione alla presenza degli inquinanti ambientali.

Ed i loro effetti in diverse aree italiane ad alto tasso di inquinamento. Parliamo della Terra dei Fuochi, Brescia, Valle del Sacco, Modena, Vicenza, Taranto, la Valle del Sele (Salerno).Emergono importanti rischi riproduttivi in circa il 45% dei casi con almeno un parametro alterato nello spermiogramma. Ancora più preoccupanti le alterazioni biomolecolari a carico degli spermatozoi. La presenza di diversi contaminanti ritrovati nel liquido seminale come ad esempio metalli pesanti è uno choc.
Valle del Sacco – Terra dei fuochi
Esiste un rischio riproduttivo che rappresenta di fatto una spia di danno ambientale dell’intero organismo. Ciò considerando il sistema riproduttivo maschile ed in particolare gli spermatozoi, come sentinelle della salute ambientale e generale. In sostanza le disuguaglianze in termini di salute fra popolazioni residenti nei territori, anche all’interno della stessa regione, dovute a fattori di nocività ambientale sono state evidenziate chiaramente dai ricercatori della rete del Progetto intervenuti.

Come la prof.ssa Marina Piscopo, biologa molecolare dell’Università di Napoli Federico II, che ha evidenziato importanti alterazioni del rapporto protammine/istoni nei ragazzi della Terra dei Fuochi. Anche la Valle del Sacco e Vicenza rispetto ai ragazzi della Valle del Sele nel salernitano (zona a basso impatto ambientale) sono critiche. In particolare la qualità del seme nella valle del Sacco, per la morfologia e per le stesse alterazioni riscontrate nel rapporto protammine/istoni risulta la peggiore di quell’area della stessa terra ei fuochi.
Progetto EcoFoodFertility a Vicenza 25 maggio 2024
In effetti, già in uno studio pubblicato nel 2021, effettuato fra i ragazzi di Brescia. Terra dei Fuochi e Valle del Sacco, mostrava una peggiore qualità del seme. Tra i vari dati è stato evidenziato come dei ragazzi di Modena, soffrano di alterazioni spermatiche che sfiorano il 45%, oltre a verificare diverse patologie come per esempio il varicocele.

Biomonitoraggi nell’area di Vicenza, in particolare il campionamento sui Pfas ed anche su altri contaminanti su seme e sangue rappresenta in termini quantitativi così vasti non erano mai stati effettuati finora. I primi risultati saranno comunicati durante il IV° Incontro Nazionale della rete del Progetto EcoFoodFertility che si terrà a Vicenza il 25 maggio prossimo. I biomonitoraggi nei Siti di Interesse Nazionali (SIN),dove di fatto anche le incidenze di malattie cronico degenerative sono più alte per la presenza di attività inquinanti.
Calo demografico in Italia
E’ evidente che siamo davanti ad un’emergenza piena e non è procrastinabile affrontare il tema della fertilità maschile. Lo è alla luce della gravissima crisi demografica del nostro paese. E alle proiezioni che vedono nei prossimi decenni addirittura un possibile collasso del sistema sociale. Una recente ricerca di Lancet del 2020 indica un dimezzamento della popolazione nel mondo in particolare nei paesi occidentali e l’Italia potrebbe dimezzare l’attuale popolazione. Queste proiezioni demografiche potrebbero essere anche anticipate se continua a scendere ulteriormente la conta spermatica. Inoltre negli ultimi trent’anni i Paesi che hanno subìto i più forti depauperamenti ambientali, vedi Cina, India. Poi Centro Africa, alcune aree del Sud America, che oggi sono i più inquinati al mondo. Stanno registrando cali notevoli della capacità riproduttiva in particolare maschile.
Relazione tra calo riproduttivo e inquinamento – denatalità in Italia
In ultima analisi, i medici consigliano di agire con una visita andrologica per tutti i 18enni. Fare spermiogramma gratuito e tenere un registro nazionale sulla fertilità maschile. Inoltre necessita un abbassamento dell’età degli screening per malattie tumorali almeno nelle aree a più alta Incidenza. E’ indispensabile un grande patto fra Scuola e Sanità per educare alla salute ambientale e riproduttiva e per una vera cultura della prevenzione. Lo è per rendere i ragazzi consapevoli dei rischi ambientali ed indurli a stili di vita sani a tutela della vita riproduttiva.