La chiesa di San Placido è una delle più belle e monumentali di tutta la città di Catania che si trova in pieno centro storico. E’ scelta da tanti sposi per la facciata e le decorazioni barocche. Scopriamola insieme nel giorno in cui si celebra San Placido.
San Placido
La festa di San Placido ricorre il 5 ottobre. Si tratta di un monaco benedettino fra i più importanti. Fu, assieme a San Mauro allievo prediletto di San Benedetto che per le sue grandi doti lo inviò a fondare un grande monastero a Messina, nei dintorni di possedimenti terrieri che la ricca famiglia di Placido aveva donato all’ordine. Giovanissimo Placido divenne abate.
Il 5 Ottobre del 541 questo monastero venne assalito dai pirati i quali saccheggiarono, distrussero e uccisero tutti i monaci, compreso Placido e i suoi fratelli Flavia, Eutichio e Vittorino. La chiesa cattolica lo celebra come santo e martire.
Le raffigurazioni di San Placido a Catania
La figura di San Placido a Catania è abbastanza diffusa, soprattutto negli edifici religiosi più importanti. San Placido si trova raffigurato in uno dei bassorilievi che adornano lo scalone monumentale del Monastero dei Benedettini e anche in un grande affresco all’interno della Chiesa di San Benedetto in via Crociferi, in cui viene raffigurato nel momento del martirio.
Inoltre San Placido è patrono della città di Biancavilla, in provincia di Catania, dove si trovano una cappella interamente affrescata da un artista di origine lombarda, Tamo da Brescia e un simulacro ligneo di pregiata fattura.
La chiesa di San Placido
La monumentale chiesa sorge nel quartiere storico della Civita, vicino al porto, agli archi della Marina, al Palazzo Biscari, poco distante da Piazza Duomo e dalla cattedrale. Essa appartiene al complesso monastico che si collega al vecchio Palazzo dei Platamone.
Il complesso sorgeva sulle antiche rovine di un tempio dedicato a Bacco. I Platamone acquisirono l’area per far sorgere il proprio palazzo, intorno al 1409. La famiglia poi donò il palazzo ai Benedettini, l’ordine religioso più potente, ricco e prestigioso della città. I religiosi edificarono il proprio monastero abitato dalle monache. L’edificio crollo interamente in seguito al terremoto del 1693. Sopravvissero solo tre monache che vollero riedificare il complesso aggiungendo anche la chiesa. Il progetto fu affidato all’architetto Stefano Ittar.

La chiesa venne completata in pochi anni e consacrata nel 1723. Essa doveva essere ulteriore manifestazione della ricchezza dell’ordine benedettino.
Sorge oggi sull’omonima piazza che, durante la festa estiva di Sant’Agata, diventa una delle tappe fondamentali della precessione del fercolo.
La facciata della chiesa di San Placido
La facciata, è in stile barocco, realizzata con pietra bianca di Taormina. Si caratterizza per la forma concava (come quella della Collegiata in via Etnea e della Badia di Sant?agata, poco distante) e termina ai lati con due puntoni acuti. Ai lati dell’unica porta d’ingresso si trovano le statue di San Placido e San Benedetto, ai lati, in dimensione più piccola, quelle di Santa Scolastica e Santa Geltrude, opera dello scultore Carmelo Distefano, risalenti alIa metà sec XIX. Il prospetto è impreziosito da sculture, decorazioni con bassorilievi e finestre dotate di grate.
Sulla sommità della facciata vi è un campanile con all’interno tre campane.
Inoltre, la facciata è recintata da una bellissima inferriata in ferro battuto a forma convessa decorata con dettagli particolareggiati. Accanto sorge il monastero, oggi sede di uffici e associazioni locali.

L’interno
L’interno presenta un’ unica navata, ai lati si trovano quattro altari, impreziositi con bassorilievi marmorei, presenti anche colonne scanalate. e pareti sono impreziosite da marmi e stucchi dorati. L’altare maggiore è in marmo policromo, sostenuto da putti in marmo bianco. L’altare e il coro sono stati disegnati da Ittar. I soffitti sono nella controfacciata, sopra la porta d’ingresso, si trovano l’organo e la cantoria, nascosta da una grata dorata.
La chiesa custodisce quattro dipinti di grandi dimensioni, opera del pittore e incisore catanese Michele Rapisardi. In particolare troviamo: la Vergine Immacolata risalente al XIX secolo, precisamente al 1857 (posta sul terzo altare), la Cena di Emmaus, entrambe poste alle pareti laterali dell’abside; infine il Sacrificio di Gedeone. Sullo sfondo dell’altare vi sono due dipinti dell’artista Tullio Allegra e poi un’opera di Giuseppe Napoli.
Curiosità
Dai catanesi più veraci, questa chiesa è conosciuta come a chiesa do cappeddu ,perché sopra il cancello esterno, fra i particolari decori vi è il cappello da prete.
In prossimità è documentata la Casa di Sant’Agata alla Civita.
E’ una delle chiese prescelte dai catanesi per i propri matrimoni, assieme a quelle della Collegiata, di San Biagio, di San Francesco e di San Giuliano (in via Crociferi).
Si racconta che la Regina Bianca di Navarra, nel 1400, abbia donato alle monache presso cui era solita alloggiare, tesori per abbellire la chiesa. Inoltre, nel XV secolo anche Ximene e Paola di Lerida – “coniugi di gran pietà e di nobile e ricco casato catanese” – contribuirono finanziariamente alla costruzione del monastero di San Placido, anche se l’atto di fondazione, datato 4 dicembre 1420, dimostra che fu donna Paola, ormai vedova, la sola ispiratrice della fondazione della casa religiosa.
Nel 1976 il tempio fu chiuso al culto in seguito al riscontro di seri problemi di stabilità della struttura e, dopo circa tre anni di lavori di consolidamento, fu riaperto al culto nel 1979.
Durante la processione del fercolo di Sant’Agata, la sera del 17 agosto, è una delle tappe più importanti. Qui davanti la santa sosta per ricevere l’omaggio di una delle associazioni agatine che lì ha sede. Qui si raduna una grandissima folla per vedere lo spettacolo pirotecnico.
La bellissima chiesa di San Placido è un capolavoro dell’ultimo fase del barocco siciliano e in particolare catanese che consigliamo di visitare.
Fonti: https://it.wikipedia.org/ Melior de cinere surgo – Obiettivo Catania





