Verrà inaugurata il giorno dell’Immacolata la nuova mostra allestita allo Spazio San Sebastiano. L’esposizione dal titolo “Damareta: carnet de voyage per una città ideale” racchiude i taccuini da viaggio di Claudio Patané per un progetto di opera relazionale e collettiva. L’inaugurazione giovedì alle 17. Lo spazio è una galleria e non solo, un centro culturale nato ai piedi della dell’imponente scalinata della basilica Patrimonio UNESCO di Palazzolo Acreide, frutto della sinergia tra la Parrocchia di San Sebastiano e la cooperativa Mediblei, con il contributo di Fondosvillupo, il fondo mutualistico della cooperazione italiana.
Damareta, le opere di Patanè
“Damareta: carnet de voyage per una città ideale” mette in mostra i taccuini da viaggio dell’artista e illustratore Claudio Patané. Sarà un punto di partenza per realizzare, attraverso il contributo dei visitatori, un’opera d’arte inedita. “La mostra che ci traghetterà al nuovo anno – affermano i soci della Mediblei – parte dal desiderio di essere costruttori di comunità e di mettere al centro della riflessione collettiva i bisogni e i desideri di chi i luoghi li vive. L’incontro con i carnet de voyage di Claudio Patané e dei suoi orizzonti immaginifici, ci permette di riprendere in mano uno dei progetti più ambiziosi, coltivati in questi anni di cooperazione comunitaria.
Nel 2020, durante la pandemia, attraverso i nostri canali social, abbiamo chiesto agli abitanti di Palazzolo Acreide di immaginare con noi il paese ideale del futuro – un paese post- pandemico e conscio delle sue fragilità – attraverso un processo multipartecipato che mettesse al centro i pensieri dei cittadini, racchiusi in parole chiave che abbiamo conservato nel nostro taccuino di viaggio nel corso di questi due anni. Il format si chiamava Damareta, nome dato alla mostra che andiamo ad inaugurare e che mantiene nel suo spirito la volontà della relazione tra persone come motore per innescare riflessioni, progettualità e cambiamento”.
Il progetto per la città ideale “Damareta”
La sera del vernissage, infatti, è prevista una performance estemporanea di pittura. Durante la quale, l’artista in mostra, abbozzerà l’inizio di una città che, durante i mesi di permanenza delle opere, andrà completata con gli interventi dei fruitori stessi, siano essi disegni, parole o segni lasciati sul foglio. L’opera d’arte collettiva rimarrà esposta in maniera permanente all’interno di Spazio San Sebastiano come restituzione del processo di creazione collettiva. La mostra sarà visitabile sino al 25 marzo 2023.
L’autore
Claudio Patané, parallelamente alla sua attività di illustratore, è architetto e attualmente collabora come borsista presso la Struttura Didattica Speciale di Siracusa in Architettura e Patrimonio culturale dell’Università di Catania. Per un progetto di ricerca sulla città di Savoca (ME), oltre ad essere insegnante PLUS per l’azienda DOMĔSTIKA!
La mostra
Damareta è un desiderio, un progetto e un viaggio. Una mostra solo se ti limiterai al senso della vista per attraversarla. In realtà, tutto ha inizio con il tatto e le tue mani che sfogliano le pagine che tengono nota di città immaginate. Lontane dalla perizia dei cartografi, perché nei taccuini da viaggio di Claudio Patané, le città sono edificate dall’eco che i luoghi lasciano nella memoria dell’artista. Città vissute, sfiorate o sognate, che riemergono sulla superficie di carta come frammenti di memorie da abitare in lontananza, non dall’interno o in prossimità. L’intimità della rappresentazione non rende le città inaccessibili a chi le osserva, al contrario.
Sfogliare i carnet da viaggio è un invito ad entrare nella visuale dell’artista e ad abitare le pagine e a rivolgere lo sguardo verso il suo stesso orizzonte dove l’indefinito si completa attraverso la relazione con lo spettatore. Ed è nell’incontro con l’altro da sé che la città disegnata muta la sua natura intima in spazio di condivisione e accoglienza. Celebrazione evangelica del Verbo che si fa carne e viene ad abitare l’umanità, prefigurazione di un mondo nuovo dove tutti siamo chiamati a cooperare per la sua salvezza. E lì è dove vogliamo condurti, Damareta, città di parole e desideri che non conosce confini ma orizzonti di possibilità; dove nessuno è ospite ma tutti cittadini in cammino lungo traiettorie convergenti; dove la contaminazione è risorsa e mai minaccia. Dove festeggiamo la vita che è l’arte dell’incontro.
