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AmicoPolis: il social network catanese che paga gli utenti.

Siamo un po’ tutti abituati ad interagire con i social. Tra applicazioni per smartphone, tablet e PC c’è davvero un ampio panorama di scelta. Pochi sono tuttavia a conoscenza del fatto che un social network  è stato creato proprio a Catania. Si tratta di AmicoPolis che è nato da un’idea dell’Avv. Alessandro Granieri Galilei, in collaborazione con un trader nonché programmatore informatico. Entrambi hanno capito che bisognava rivolgere l’attenzione del sistema economico ai sistemi monetari creati non più dalle autorità governative ma dagli istituti privati. Tutto questo ha provocato un’attività di brainstorming che è durata molti anni e che ha coinvolto sia studi umanistici, in particolare sociologici, sia studi informatici e finanziari. In tre anni, 36 programmatori in tutto il mondo hanno sviluppato questo social e negli ultimi mesi finalmente è online.

Avv. Alessandro Granieri Galilei, fondatore di AmicoPolis
Avv. Alessandro Granieri Galilei, fondatore di AmicoPolis

La redistribuzione della ricchezza.

Ci si registra, attraverso mail e password, e così si inizia ad operare. Interagendo, attraverso la condivisione di post, link, e tanto altro, si manifesta quella che è la vera novità di questo social. A differenza di tutti gli altri presenti sul mercato, AmicoPolis produce reddito. Postando 10 fotografie, ad esempio, si guadagna un euro. E così via. Ma a chi vanno questi soldi? Direttamente agli utenti. Penso che nessuno di noi abbia mai pensato di guadagnare postando foto. Ebbene l’Avv. Granieri Galilei e il suo socio hanno reso tutto questo possibile. La filosofia che sta dietro questo iniziativa è la redistribuzione della ricchezza. Gli sviluppatori hanno capito che le imprese sono focalizzate sull’acquisizione del profitto senza tenere conto delle esigenze degli utenti. Anzi i contenuti degli utenti vengono spesso utilizzati per arricchire l’imprenditore sulla base di un modello economico che può essere definito piramidale. La ricchezza viene prodotta alla base ma viene trattenuta al vertice. Su AmicoPolis accade l’opposto.

Perché non risanare la crisi economica?

Sarà il credito iniziale di 10€ a spingere gli utenti ad iscriversi? Perché no. Di fatto questi soldi sono reali e vengono immediatamente consegnati. Gli utenti tra l’altro hanno la possibilità di emettere contenuti e di veder riconosciuto il proprio diritto d’autore. Tutto questo a seguito di uno studio diretto dal fondatore. Quest’ultimo, imprenditore e autore di vari libri, crede molto in una visione più ampia di questo progetto. Ritiene, infatti, che il modello introdotto con AmicoPolis, possa essere alla base di un programma mirato al risanamento della crisi economica. A rendere questa formula ancora più allettante è l’introduzione di una moneta alternativa. La direzione ha infatti coniato dei gettoni d’oro, i Polis, nei quali convertire il credito accumulato. L’oro, si sa, è il bene rifugio per antonomasia. Tale denaro può, inoltre, essere speso nello shop online collegato al social.

Screen di un messaggio della direzione che conferma quanto affermato.

Ma questi soldi da dove vengono?

Sembra chiaro quindi che AmicoPolis sia un social etico, virtuoso e sostenibile. Una vera e propria eccellenza nel panorama imprenditoriale catanese e non solo. Basti pensare che il progetto è stato co-finanziato da un colosso della Silicon Valley quale appunto la Microsoft. Dal punto di vista etico il social è severissimo. Ogni contenuto che sia volgare o che sia tendenzioso viene eliminato tramite l’eliminazione dell’account. I contenuti devono appassionare chi li fa ma anche chi li riceve. Il social inoltre è virtuoso anche perché tende a valorizzare gli utenti. Progetti per il futuro? Organizzare degli spettacoli durante i quali gli spettatori sono pagati per il semplice fatto di essere venuti. Ma questi soldi, allora, da dove vengono? Tramite i banner pubblicitari. Si capisce bene, infatti, che l’interazione degli utenti genera pubblicità e di conseguenza l’introito può essere redistribuito. In definitiva, tutto questo ha un grande scopo sociale: unire e condividere a prescindere dall’accumulo di denaro.

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