Una notizia che noi biancavillesi aspettavamo con speranza da anni: sono stati finalmente consegnati i lavori di messa in sicurezza e ripristino ambientale dell’ex cava di Monte Calvario, finanziati dalla Regione Siciliana con dodici milioni di euro. In tre anni l’area verrà finalmente bonificata e accoglierà un parco urbano.
La cava di Monte Calvario
Monte Calvario è la denominazione della cava di origine vulcanica sita nella zona del nord est del paese di Biancavilla, tra via Cristoforo Colombo, in piena circumvallazione e il quartiere di Badalato. Un’area che è stata sfruttata per prelevare materiale edilizio a partire dagli anni cinquanta. Tra gli anni sessanta e ottanta da qui si è attinto a piene mani per la costruzione delle nuove zone, strutture, case all’interno della città, molte delle quali abusive, in seguito al processo di urbanizzazione. In quella zona hanno infatti proliferato abitazioni e quartieri.
Il materiale presente aveva caratteristiche idonee allo sfruttamento edilizio, potendo essere facilmente combinato con al cemento e agli intonaci e per la sua alta friabilità rispetto alle altre rocce laviche presenti nel territorio. Tuttavia ciò nascondeva la presenza di una sostanza killer sconosciuta che ha puntato i riflettori sulla nostra cittadina per la presenza di un nuovo minerale fortemente dannoso per la salute umana. Per tale motivo, in seguito a studi specifici, Monte Calvario si trova inserito come SIN, sito di interesse nazionale dichiarato con decreto ministeriale nel 2001 ed è un geosito di interesse scientifico mondiale.
Fluoroedenite, minerale killer
Sotto l’amministrazione Manna, a metà degli anni novanta, si cominciarono a registrare alti numeri di tumore ai polmoni e soprattutto alla pleura. Ciò indusse ad effettuare specifiche analisi e studi in città da parte dell’Istituto Superiore della Sanità. Proprio nella cava, grazie ai rilievi effettuati dall’Arpa Sicilia, si trovò la fluoroedenite, il minerale killer che ha provoca il tumore alla pleura e che fino adesso è stata la causa principale della morte di circa un centinaio di persone. Fino ad allora si ignorava il gravissimo impatto che aveva avuto nella città. Il tutto dovuto alla dalla respirazione delle polveri che interessano tutta la città, case, muri e strade sono stati costruiti utilizzando tonnellate di questa “polvere assassina”. Come l’amianto essa penetra nell’organismo colpendo la pleura e innescando il tumore.
La fluoroededinte è stata una sostanza sconosciuta e senza nome fino al 2001, la denominazione è opera del professor Antonio Gianfagna. La cava era in concessione alla famiglia La Cava, venne espropriata e fu subito chiusa e identificata come sito ad alto rischio per la salute pubblica. Vennero effettuate delle prime misure di pulizia (strade asfaltate, consiglio di tenere chiuse le finestre per non respirare le polveri, usato il cemento). La cava venne prima rinchiusa in una gabbia e poi coperta da cemento. E’ stata fatta informazione tra gli abitanti e sono intervenuti la Regione Siciliana e lo Stato.
I tassi di mortalità in città sono continuati a salire. Biancavilla è salita alla ribalta della scena proprio per questa presenza del materiale killer, protagonista anche di approfondimenti tv e della carta stampata nei programmi de “Le Iene”, “Report”, ecc.
Un’intricata vicenda
Il Ministero dell’Ambiente ha finanziato con 12 milioni di euro il progetto del Comune di Biancavilla che trasforma l’ex cava in parco a verde. Altri 6 milioni di euro per opere di bonifica sono stati ottenuti dall’amministrazione comunale per gli anni 2018 e 2019. L’area continua a d essere sottoposta a continuo monitoraggio. Tutti questi anni hanno visto un intricato percorso amministrativo che ha ritardato necessari interventi.
A Monte Calvario un parco urbano
Secondo il progetto elaborato negli anni dagli uffici del comune, Monte Calvario dovrà diventare il polmone verde della città, proprio quel luogo, che per troppo tempo, è stato fonte di inquinamento ambientale. Le pareti rocciose, quelle ora ricoperte di cemento, saranno rivestite con una copertura vegetale. è prevista la sistemazione a verde dell’area attraverso la messa a dimora di numerose e variegate essenze arboree oltre al rinverdimento tramite idrosemina dei pendii e scarpate e zone adiacenti alla cava. Si propone di realizzare uno spazio di aggregazione e incontro di cittadini, dove portare anche i più piccoli a trascorrere le giornate immersi nella natura.
La durata dei lavori prevista è di circa tre anni e sei mesi. Si comincerà a marzo 2023 con gli operai dell’impresa Jonica 2001 di Giarre.
L’ufficio tecnico del Comune di Biancavilla, infatti, sta redigendo un progetto – che però è ancora da finanziare – per la bonifica degli intonaci delle strutture edilizie realizzate a partire dagli anni Cinquanta e fino al 1998.
Tutti i sindaci si sono impegnati da Manna, a Glorioso da Cantarella all’attuale sindaco Bonanno.
La cerimonia di consegna dei lavori di bonifica a Monte Calavario
La consegna dei lavori è avvenuta nel corso di una cerimonia tenutasi lo scorso lunedì 20 febbraio alla presenza di autorità civili fra cui il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci, il prefetto di Catania Maria Carmela Librizzi, il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno, gli assessori regionali Elena Pagana, Marco Falcone e Roberto Di Mauro e gli ex sindaci di Biancavilla, Pietro Manna e Mario Cantarella.
Un finanziamento concesso dallo Stato, ma integrato dalla Regione. Coinvolti anche il ministero dell’Ambiente, la Regione Siciliana, l’Arpa, l’Inail, l’Asp, la Città metropolitana di Catania, l’Ispra, l’Istituto superiore di sanità, e l’Enea.
A Monte Calvario viene avviato uno degli interventi di risanamento e bonifica più rilevanti a livello nazionale.
Un intero paese è stato colpito da questo male che ha causato la malattia e la morte fra donne e uomini, ragazzi e ragazze biancavillesi. Un monte che da portatore di morte si presta a diventare fonte di vita!