Raf Vallone, calciatore, giornalista, ma soprattutto grande attore. Da Tropea, perla del Tirreno, al successo internazionale.
Raf Vallone tra calcio e giornalismo
Raffaele Vallone, in arte Raf Vallone, nasce a Tropea il 17 febbraio 1916. Si trasferisce in tenera età a Torino con i genitori e lì consegue il diploma di maturità classica. Successivamente si laurea in Filosofia e poi in Giurisprudenza. Ha l’onore di avere docenti come Luigi Einaudi. Agli studi universitari alterna il gioco del calcio. Cresce calcisticamente nel settore giovanile del Torino e nel 1934 gioca la sua prima partita in serie A, vincendo nello stesso anno la Coppa Italia. Abbandona l’attività calcistica nel 1941 per dedicarsi al giornalismo. E’ redattore capo delle pagine culturali dell’Unità ed in seguito critico cinematografico per La Stampa. Nel 1950, sul set del film “Il cammino della speranza” conosce l’attrice Elena Varzi. Si sposano ed hanno tre figli, Eleonora e i gemelli Saverio e Arabella. Il loro matrimonio durerà per cinquant’anni.
La carriera cinematografica dell’attore tropeano
Raf Vallone è conosciuto soprattutto come attore cinematografico. La sua prima apparizione risale al 1942, nel film “Noi vivi”. Ma è nel 1949, con “Riso amaro” di Giuseppe De Santis che raggiunge la notorietà. L’anno successivo seguirono “Non c’è pace tra gli ulivi”, sempre di De Santis e poi “Cuori senza frontiere” di Luigi Zampa e “Il cammino della speranza” di Pietro Germi. Vallone riesce ad imporsi come uno fra gli attori più importanti del neorealismo. Negli anni Cinquanta interpreta numerosi film, tra cui Garibaldi in “Camicie rosse” di Goffredo Alessandrini. Successivamente partecipò anche a molti film stranieri, tra cui “L’altra faccia di mezzanotte” del 1977, “Il magnate greco” del 1978, “Lion of the Desert” del 1981 e “A Time to Die” del 1983. Raf Vallone è presente anche in televisione, dal Mulino del Po, fino a Vino santo. Abbandona definitivamente le scene nel 1995 all’età di 79 anni.
Successi e onorificenze
Nel 1958 Arthur Miller lo vede al teatro Antoine di Parigi interpretare il suo dramma “Uno sguardo dal ponte”. Decide così di proporlo, quasi imporlo, al regista Sidney Lumet per la riduzione cinematografica della stessa opera. Con essa Raf Vallone vince, nel 1962, il David di Donatello per la migliore interpretazione maschile. L’attore tropeano riceve anche l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Nel 2001 pubblica l’autobiografia “L’alfabeto della memoria” edita da Gremese. Muore il 31 ottobre del 2002 a Roma, all’età di 86 anni. Viene sepolto a Tropea insieme alla moglie.
(Foto Wikimedia Commons)