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Don Tonino Bello venerabile: Diocesi in festa

Chi era Don Tonino Bello

Antonio Bello, detto don Tonino Bello, nasce ad Alessano, un piccolo paese del Sud della provincia di Lecce, il 18 marzo 1935. Entrò giovanissimo nel Seminario Vescovile di Ugento. Proseguì la sua formazione nel Pontificio Seminario Regionale di Molfetta prima e presso il Seminario O.N.A.R.M.O di Bologna poi, dove visseuna esperienza profonda a contatto con il mondo del lavoro e i lavoratori.

Dal 1969 fu assistente dell’Azione Cattolica e quindi vicario episcopale per la pastorale diocesana. Nel 1978 fu nominato amministratore della parrocchia del Sacro Cuore di Ugento, e l’anno successivo parroco della Chiesa Matrice di Tricase. Qui avrebbe mostrato una particolare attenzione e delicatezza nei confronti delle persone in difficoltà e povere, sia con l’istituzione della Caritas che con la promozione di un osservatorio delle povertà.

Nel 1982 divenne vescovo nella Diocesi di Molfetta, Giovinazzo e Terlizzi. E’ rimasto alla storia per vari motivi, tra cui la rinuncia a qualsiasi segno di potere. Ebbe una costante attenzione nei confronti degli ultimi. La Conferenza Episcopale Italiana nel 1985 lo indica succedere a monsignor Luigi Bettazzi. Si ricorda di lui l’ingresso a Sarajevo in marcia a piedi, nonostante la città uscisse da una dura guerra civile e nonostante avesse problemi di salute. Morì a Molfetta nel 1993 ed il processo di beatificazione è nato nel 2007.

Festa per due diocesi

Adesso Don Tonino Bello, il Vescovo poeta, come definito dal decreto di venerabilità, è venerabile. Il cardinale Marcello Semeraro, prefetto della Congregazione delle cause dei santi ha presieduto la Messa nella Cattedrale di Molfetta dove si è letto il decreto di venerabilità. In realtà Don Tonino Bello era già venerato nelle sue città e da tutte le famiglie cristiane che hanno apprezzato la sua bontà e la sua attenzione continua verso chi è in difficoltà.

Il Quotidiano on line avvenire.it ha festeggiato questa notizia, assieme alle diocesi Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e Ugento-Santa Maria di Leuca. “Con Don Tonino Gesù di Nazaret è passato per le nostre strade, per le nostre case, per le nostre chiese. Siamo stati generati alla fede: per questo lo abbiamo sentito e lo sentiamo nostro padre. Siamo stati rapiti dalle sue parole, ma anche dai suoi silenzi. Perché anche nel silenzio ci ha parlato. Il silenzio è la lingua di Dio e delle persone sagge e don Tonino, come tutti i santi, ha profondamente amato il silenzio perché il silenzio dona uno sguardo nuovo su tutte le cose. Il silenzio genera sapienza. Ma ci mancano anche le sue parole! […] Forte è il fascino che questo pastore ha esercitato ed esercita ancora oggi nella Chiesa e nel mondo. Oggi celebriamo la sua venerabilità: il popolo lo ha sempre venerato! Non solo nella sua terra, ma anche e soprattutto lontano dalla sua terra. Infatti non possiamo dimenticare la sua appartenenza e la sua anima salentina ma è giusto al tempo stesso sottolineare la portata universale del suo messaggio, al punto tale che se ci chiedessimo a chi appartiene oggi il profeta dovremmo dire: a Dio e a tutti!” questo un estratto delle parole riportate sul giornale religioso Avvenire.

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