Droni contro la siccità, poiché non possiamo fare altro che amministrare ogni goccia d’acqua in un momento di grande carenza idrica, che sta durando un po’ troppo. La sfida del risparmio idrico in quest’ambito si prospetta del resto sempre più fondamentale a causa dei cambiamenti climatici, l’aumento delle temperature e quello della popolazione
Droni contro la siccità
L’anno scorso ha piovuto poco e quest’anno la situazione non sembra migliorare. Dobbiamo evitare ogni spreco e amministrare le risorse idriche che abbiamo, che diminuiscono a vista d’occhio. A quanto pare però la tecnologia ci viene in aiuto, con i droni e delle app molto interessanti. Già da tempo i droni hanno trovato “lavoro” per diffondere sostanze per curare le piante malate, facendolo in modo mirato. Si risparmia moltissimo, spruzzando la sostanza curante, solo dove e necessario. In tal modo si risparmia moltissimo.

Da qui ad un’irrigazione altrettanto mirata e direi “intelligente”, è stato breve, tuttavia ancora non è abbastanza conosciuto e diffuso questo sistema moderno, che non deve spaventarci. Qualcuno potrebbe pensare che si tratti di qualcosa di complicato, dispendioso, ma è meglio non essere prevenuti. La scienza si sta occupando sempre più di questo settore. Prendiamo ad esempio il progetto Aladin dell’università di Parma.
Riserve idriche italiane
Ogni agricoltore, che necessita di ogni mezzo per amministrare l’acqua si cui non può sprecare neanche una goccia, deve puntare sull’innovazione. Il cambiamento climatico in atto è difficile da gestire. Sarà probabilmente difficile fare fronte alle calure torride, così come alle tempeste e alluvioni violente e improvvise. Gli agricoltori dovranno usare sempre più sensori al suolo per rilevare quanta acqua serve alle colture. Occorreranno droni per volare sui latifondi e monitorare lo stato di sofferenza delle piante.

Irrigatori di nuova generazione, controllabili grazie a un’app sono già una realtà, che ad esempio in Israele sono una realtà attuale. In alcune zone del Polesine e dintorni, tra le terre che si affacciano sull’Adige ad esempio, o del Po, in grande sofferenza, si sta sperimentando molto. Si testano e si sperimentano queste nuove, ma utilissime tecnologie per migliorare l’irrigazione dei campi. E’ questo il modo per contrastare la siccità.
App per irrigare
Dalle montagne non arrivano buone notizie e già si anticipa che arriverà poca acqua in pianura, poiché potrebbe non bastare già a chi vive sulle montagne. Considerando che nevica poco, che in questi mesi la siccità sta arrecando gravi danni al comparto dell’agroalimentare, non possiamo che ridurre ogni spreco. Non possiamo fare altro che ottimizzare e garantire una corretta gestione delle risorse idriche. Oltre a ridurre gli sprechi domestici, riparare la rete cittadina, e riciclare laddove è possibile, dobbiamo implementare i servizi automatizzati dell’irrigazione di precisione.

Lo si può e direi che lo si deve fare sia a getto sia con la piovana, anche e farlo perfino su piccoli appezzamenti di terra coltivata. Il telerilevamento tramite droni, equipaggiati con camere all’infrarosso e sensori termici, in grado di misurare la temperatura fogliare, deve diffondersi capillarmente. Così si può ottenere lo stato di sofferenza idrica di ogni pianta.
Irrigare dallo smartphone – droni contro la siccità
Le immagini prodotte dai droni sono quindi restituite in forma di mappa georeferenziata. Tutto ciò si può controllare con una app dallo smartphone, quindi non è affatto complicato. I dati che arrivano, si confrontano sia con quelli ricavati dai sensori a terra sia dai satelliti. Di fatto si ottiene una carta della necessità idrica della coltura, da utilizzare per le campagne d’irrigazione. Si può così modulare la quantità d’acqua da distribuire in modo mirato. Un’azienda agricola in questo modo, grazie a droni e ai sensori, può quantificare il fabbisogno d’acqua delle culture, evitando sprechi. Come accade già in Israele, si può ottenere una “mappa”. Sapremo così quanti millimetri d’acqua dovremo distribuire nelle diverse zone. Sarà direttamente l’agricoltore dal suo telefono, grazie a una specifica app, a inoltrare le istruzioni agli irrigatori automatici.
Cambiamento climatico
La tecnologia non deve spaventarci, perché avrà sempre più un ruolo apicale, nell’agricoltura di un futuro che è già qui. In futuro, sappiamo che la produzione agricola dovrà aumentare, consumando però meno acqua. Ci riusciremo? Usando l’irrigazione di precisione, sappiamo anche che si risparmia il 60% dell’acqua. Per un chilo di pomodoro potrebbero essere sufficienti 86 litri, rispetto ai 214 attuali ed è abbastanza per riflettere e meditare.





