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Fabio Carlesso, due protesi bioniche per tornare a vivere

Fabio Carlesso, setino, un lavoratore, un padre di famiglia che è passato attraverso uno degli incubi peggiori, ed è riuscito ad uscirne vivo. Eppure la ripresa si presentava tutta in salita. La sua parabola in risalita è un esempio.

Fabio Carlesso

Qualche anno fa Carlesso un giorno, dopo una meningite fulminante, si è svegliato dal coma, senza gli arti superiori e inferiori. La sua vicenda ricorda moltissimo quella di Bebe Vio, la nota campionessa olimpica. Senza braccia e gambe, tutto appare “dannatamente” complicato e può davvero esserlo. Eppure Fabio non si è arreso, ha messo le protesi a gambe e braccia, iniziando daccapo una vita nuova e diversa. Una realtà in salita, che avrebbe scoraggiato tanti di noi.

Fabio Carlesso- Ragazza Con Protesi alla moda
una ragazza con protesi di ultima generazione

Dapprincipio però le protesi del nostro conterraneo non erano quelle bioniche ultra moderne che vediamo oggi in documentari avveniristici. Quelle sia chiaro, sono molto costose e non sono propriamente alla portata di tutti, come invece dovrebbe essere. Le protesi di vecchia generazione, quelle di base, consentono pochi movimenti e poca autonomia.

Protesi bioniche di ultima generazione

Per intenderci, la Bebe Vio ha raccontato spesso di truccarsi da sola con le mani bioniche e di allacciarsi le scarpe e non è affatto poco. Affascinati da questi arti che vendiamo in filmati incredibili, in cui atleti corrono con le gambe bioniche, non ci rendiamo conto che hanno un costo molto elevato che non è supportato al 100% dalle ASL italiane. Anzi il contributo è davvero modesto. Quindi poter fruire di questa tecnologia avveniristica, ma essenziale in realtà per molte persone è solo un sogno.

Fabio Carlesso -  una modella con una protesi
le protesi entrano nella moda

Fabio non ha voluto rassegnarsi a questa amara realtà italiana. E’ partita così quindi una raccolta fondi, un’ondata di solidarietà, amicizia e capacità di fare rete per arrivare alla somma necessaria. La raccolta fondi si è svolta sulla piattaforma GoFundMe. In ogni caso, la vicenda di Fabio ricorda anche quella di una giovane ragazza napoletana.

Bebe Vio

Una ragazza senza un braccio, aiutata dal programma “LE IENE”. La ragazza non usciva mai, non si sentiva a suo agio, con una protesi “base” fornita dalla ASL. Era timida e chiusa in se stessa. Occorrevano circa 40.000 euro che lei non aveva. Raccolta la somma, la giovane ha acquistato sicurezza, autonomia ed ha iniziato a vivere.

Fabio Carlesso - Fabio che prova a usare il telefono
Fabio Carlesso

Tuttavia è giusto che un cittadino italiano, che magari paga le tasse, debba dover chiedere un aiuto esterno, solo per riacquistare autonomia e serenità? Dovremmo provare a metterci nei panni di chi ha un handicap e capire cosa si prova. Cosa significa dover chiedere, qualcosa di vitale. Recentemente c’è stato anche il caso di una bimba senza una gamba che desiderava ballare, ma la famiglia non poteva permettersi delle protesi bioniche. Ecco, io credo che il ministero della salute, debba considerare “la qualità della vita dei cittadini”, a tutto tondo.

Ministero della salute

Inoltre, dovremmo valutare che poter avere delle protesi bioniche a disposizione, significa lavorare. Vuol dire guidare la macchina con sicurezza, e fare moltissime normali attività quotidiane, come usare delle forbici. Ci si può spazzolare i capelli, lavare i denti, svitare un barattolo e versare dell’acqua in un bicchiere. Insomma si tratta di gesti semplici, ma indispensabili, che per chi ha subito un’amputazione, sono vitali. In ogni caso, alla fine Fabio è riuscito ad inforcare le protesi di ultima generazione. Non molti giorni fa, presso Officina Ortopedica Maria Adelaide di Torino, a Fabio hanno applicato e consegnato le protesi bioniche COVVI. Adesso direi che sta iniziando una vita diversa, con una salita più dolce, e quindi affrontabile con maggior consapevolezza, fiducia e una grande iniezione di autostima.

Fabio Carlesso e le protesi bioniche

Queste nuove protesi sono molto leggere, veloci, capaci di compiere molti movimenti, con circa 14 modelli di presa diversa. Quando si elaborano delle mani bioniche, le si progetta su misura per la persona, seguendo una numerosissima serie di elementi, dati, misurazioni, perché devono essere anatomicamente adattate per quel singolo utente. La motorizzazione della presa e della rotazione del pollice va in modalità dinamica simultaneamente, permettendo un controllo intuitivo del dito. Infine, si cerca di sviluppare delle mani artificiali tramite la tecnica soft hand (mano morbida) e farlo tramite l’utilizzo di materiali morbidi e che siano in grado di trasmettere stimoli al manunculus e al cervello. La scienza può molto, ma anche il Ministero dovrebbe rivedere taluni parametri.

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