Uno sguardo al festival Fregona borghi e natura che parte questo sabato 5 settembre con l’obiettivo di rilanciare il paese attraverso la cultura. Dopo l’immobilità degli ultimi mesi, il paese sceglie di tornare a vivere.
Fregona punta sulla natura
Obiettivo ambizioso quello di Fregona borghi e natura, piccolo festival a impatto culturale e sociale che sperimenta nuovi modi per rileggere la contemporaneità. La nuova proposta culturale della pedemontana nasce dalla sinergia tra il Comitato per la promozione della Cultura e del gemellaggio del Comune di Fregona, La Chiave di Sophia, la Pro Loco di Fregona e l’associazione San Giorgio di Osigo. La natura e il paesaggio sono al centro della kermesse. Il messaggio da veicolare è l’urgenza di pensare nuovamente a un ambiente in cui l’umano e il naturale possano coesistere in armonia. Tema quanto mai urgente considerando l’insistere, anche sul nostro territorio, delle conseguenze dei cambiamenti climatici. Fregona Borghi e Natura vuole essere innanzitutto un festival diffuso nello spazio naturale, specialmente il proprio e bellissimo scenario, dando vita ad un dialogo unico tra l’ingegno dell’uomo e il mondo naturale.
Gli appuntamenti
Cinque sono gli appuntamenti a susseguirsi tra il 5 e il 25 settembre del 2020. A fare da sfondo saranno sempre le bellezze del territorio ai piedi delle montagne. Si comincia questo sabato alle ore 18 con un concerto sul monte Pizzoc attorniati dalle luci del tramonto e dalle note della musica di Handel, Teleman, De Andrè, Paoli. Alle ore 16 di sabato 12 verrà inaugurata la mostra fotografica Punto Luce, a cura di La porta fucsia, presso il parco Grotte del Caglieron. Poche ore dopo, alle 19, nello stesso luogo ci sarà la presentazione del libro Come si fanno le cose di Antonio G. Bortoluzzi: lo scrittore dialogherà con il pubblico sui temi della memoria, del lavoro, del rapporto tra individuo e comunità. Si prosegue sabato 19 alle ore 20.45 con la presentazione del libro Cansiglio, la foresta maestra, attraverso un suggestivo racconto per immagini. A chiudere la kermesse sabato 25 settembre alle ore 20.45 nella Piazza del Municipio sarà l’incontro con Max Solinas, scrittore e scultore, che ci condurrà in un viaggio nell’intimità dell’animo umano e della natura.
Un festival al passo coi tempi
Sono tempi nuovamente incerti questi, con il Coronavirus ancora in ascesa. Come tutti gli ambiti produttivi e sociali, anche il mondo della cultura ha voglia di dimostrare che è possibile continuare a vivere in sicurezza. «A causa del Covid eravamo indecisi se far partire quest’anno il festival – ammette Andrea Falsarella, assessore alla cultura di Fregona– ma grazie alla direttrice artistica Elena Casagrande, presidente La Chiave di Sophia, siamo riusciti ad organizzare una versione piccola ma dal grande fascino». Tra le misure attivate, l’obbligo di prenotazione per tutti gli eventi, che sono offerti gratuitamente alla comunità. Gli organizzatori sottolineano tuttavia l’importanza del buonsenso di ciascuno nel mantenimento del distanziamento sociale e nell’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale.