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Gli uliveti ciociari, e il museo dell’olio e dell’olivo

Gli uliveti ciociari, sono per il territorio, parte integrante della nostra storia da migliaia di anni. Anche in epoca preromana, la coltivazione dell’ulivo e la spremitura, erano una risorsa consolidata.

Gli uliveti ciociari

Questo territorio in particolare, probabilmente per peculiarità climatiche, così come per la maestria e le varietà di olive, vanta primati mondiali. Da molto tempo oramai, si cerca di tramandare alle nuove generazioni, la storia dei frantoi, e come curare l’oliva, da prima che gli uliveti fioriscano e creare dei musei è uno dei mezzi. Il fine è arrivare ai bambini e ai ragazzi, affinché possano appassionarsi a quest’arte antichissima e molto ricca. Esiste al riguardo nel frusinate, un piccolo museo presso l’azienda agricola Antonio Genovesi.

Gli uliveti ciociari- Scala tra i rami

A Boville c’è in esposizione permanente, un frantoio oleario risalente al 1952. Così come vi sono altri manufatti della cultura olivicola ed agricola contadina Ciociara. Naturalmente in tutto in bacino mediterraneo, esistono frantoi con reperti centenari, che vale la pena visitare. Nondimeno a Boville c’è anche una piccola biblioteca agricola aperta, consultabile; con libri che vanno dai primi anni del ‘900 fino ad oggi.

Museo dell’olio e dell’olivo

L’azienda agricola in questione, affonda le sue radici in una maestria complessa, radicata e antica. Parliamo di almeno quattro generazioni che si sono avvicendate nella filiera dell’oro “verde oro”, curando terreni, piante e producendo olio, in un territorio a grande vocazione contadina. Questa però è stata anche terra di emigranti che hanno lasciato le colline incolte e oggi nel Lazio tanti territori cercano chi se ne prenda cura. Al riguardo si auspica che i comuni entrando in contatto con i consolati italiani, facciano venire a lavorare tanti italo discendenti che non chiedono altro.

Gli uliveti ciociari- Olive al mercato

Nel museo in questione, recenti studi nell’archivio di famiglia hanno confermato che già dalla metà dell’ottocento produceva ci si occupava di olio di oliva; ma anche di vino, grano e si allevava bestiame. E’ encomiabile il grande lavoro di tante generazioni e va un plauso a donne e uomini che hanno costruito questo territorio senza risparmiarsi.

Frantoi in Ciociaria

E qui nel frusinate, e precisamente a Boville Ernica, come araba fenice, l’attuale azienda agricola Genovesi, che custodisce il museo, rinasce nel 2021; volendo altresì recuperare gli oliveti e lo storico frantoio di famiglia, per la produzione di Olio Extravergine di Oliva di alta qualità. Tutto ciò per rivivere in chiave moderna, tenendo per mano la maestria antica, una cultura che non può e non deve andare perduta. Gli oliveti della zona e dell’Azienda si estendono come coperte trapunte di frutti rigogliosi su una superficie di circa quattro ettari appena fuori il piccolo paese.

Gli uliveti ciociari- Olive E Ramo al buio

Inoltre sono in regime di conversione al biologico, il che vuol dire in parole povere, un ritorno alla genuinità del passato. Il frantoio tuttavia si trova nel centro storico del paese ed stato interessato da un congruo restauro conservativo. Qui c’è il museo storico dell’olio e dell’olivo.

Ovicoltura e gli uliveti ciociari

E come dicevo, è visitabile, nonché fruibile come sede per corsi di formazione in ambito agricolo e per degustazioni. Questo frantoio è l’unico visitabile dei sei frantoi un tempo attivi all’interno delle mura. A quanto pare dalle ricerche nell’archivio storico della famiglia ed anche in seguito al restauro, sarebbe emerso che la struttura è il risultato dell’ampliamento di un precedente frantoio a trazione animale, già attivo nei primi decenni del millenovecento. Parliamo di una struttura con macina a terra e successivamente elettrificato negli anni trenta del ‘900. L’attività di molitura è stata portata avanti fino ai primi anni novanta del secolo scorso da Arcangelo, papà del titolare attuale. Insomma, qui in Ciociaria, tra valli e colline, tenute insieme da piante d’ulivo antiche, tra i monti Ernici, Lepini e Ausoni, c’è una ricchezza da salvaguardare e tramandare.

Olio extravergine di oliva

Chi va a fare un “tour” potrà avere la sensazione di fare un viaggio a ritroso nel tempo. Si può conoscere la maestria della mignolatura, la spremitura, fino all’assaggio e alla degustazione dell’olio extravergine di oliva. Inoltre all’interno del frantoio, oggi Sede Storica dell’Azienda e Museo dell’Olio e dell’Olivo,come accennavo, si organizzano attività culturali, di formazione ed informazione  e corsi tecnici.

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