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Il gabbiano Jonathan Livingstone, monumento alla libertà

Il gabbiano Jonathan Livingstone è la monumentale scultura collocata a metà del Molo Sud, in una passeggiata che si trova in mezzo al mare caratterizzata da un vero e proprio museo a cielo aperto (denominato “MAM, museo d’arte sul mare”). Le rocce, gli scogli, le pietre sono stati plasmati e lavorati da artisti contemporanei, adattandoli a forme più diverse: umane, animali, e altro. Ma qui il monumento al gabbiano Jonathan fa da padrone.

L’opera protesa verso il cielo

Realizzato dall’artista Mario Lupo nel 1986, per iniziativa del Circolo dei Sambenedettesi, il monumento è un grande cerchio in bronzo, alto dieci metri, proiettato verso l’azzurro del mare e del cielo. Poggia su un basamento in cui sono scolpite delle onde. Nella parte interna del cerchio sono racchiusi alcuni gabbiani indistinti tra loro. Ma il gabbiano Jonathan è posto sulla linea esterna del cerchio, librato verso il cielo, sfidando i venti contrari con le sue spiegate e leggere ali traforate. Quasi fosse un invito a volare sempre più in alto, a staccarsi dal gruppo per trovare il proprio mondo, sé stessi, il proprio pensiero e la propria libertà. Il gabbiano Jonathan rappresenta i pescatori sambenedettesi. È il simbolo della operosità generosa e fattiva della gente sambenedettese volta alla costante ricerca del meglio per la propria città, della volontà e della tenacia tipiche della gente di mare, abituata ad affrontare e superare silenziosamente ostacoli e difficoltà per raggiungere mete sempre nuove.

Il gabbiano Jonathan Livingstone, particolare
Particolare della parte superiore del monumento, con il gabbiano Jonathan e gli altri gabbiani in gruppo (foto di: Patrizia Cicconi)

Mario Lupo e l’esperienza di pescatore come musa per la sua arte

Nelle figure bronzee c’è tutta l’arte ma anche lo spirito di Mario Lupo, che dopo avere per anni solcato i mari, ha voluto fondere nel bronzo il suo eterno messaggio di amore, libertà e speranza. Abruzzese di origine, trascorse molti anni ad Ancona dove si formò artisticamente. Dal 1954 iniziò a tenere mostre e rassegne personali nelle principali città italiane, esponendo anche a New York, Stoccolma, Parigi, Saint Etienne, Ginevra, Zurigo, Amsterdam, Norimberga, Toronto. Morì nel 1992.

Monumento Al Gabbiano Jonathan Altra Vsuale
Altra visuale del monumento al gabbiano Jonathan Livingstone (foto di: Patrizia Cicconi)

“Il gabbiano Jonathan” di Richard Bach

La scultura nasce anche per ricordare il gabbiano Jonathan Livingston del celebre libro dello scrittore statunitense Richard Bach. L’opera, scritta negli anni settanta, è stata un enorme best seller internazionale. La novella è incentrata sulla figura del gabbiano Jonathan e sulla sua passione per il volo come metafora della vita e della libertà. In particolare, il percorso di auto perfezionamento del gabbiano che impara a volare/vivere attraverso l’abnegazione, il sacrificio e la gioia di farlo. Un libro sulla libertà e sulla liberazione dagli schemi mentali. Significativa la dedica che Bach riportò in apertura al suo romanzo: “Al vero Gabbiano Jonathan che vive nel profondo di tutti noi”. Il monumento vuole lanciare un messaggio positivo alla città, travagliata dalle manifestazioni di un diffuso disagio giovanile. Resta un polo di attrazione per tutti coloro, cittadini e turisti, che vedono nella sua levità aerea un invito a liberare il pensiero. A volare alto per guardare più lontano e conquistare la libertà del corpo e dello spirito.

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