Il gelso in Ciociaria è ancora molto ricordato. Si tratta di uno di quegli alberelli che si sta un po’ estinguendo. Nessuno quasi lo coltiva più e qualche volta riesce a sopravvivere nelle campagne, in zone isolate.
Il gelso in Ciociaria
In tanti non ne hanno mai visto uno di questi alberi e tanto meno i meravigliosi e deliziosi frutti; che son diventati molto rari. Eppure questo albero, un tempo abbastanza comune, sarebbe ancora una delle tante risorse benefiche ingiustamente dimenticate. Si tratta quindi di una pianta che dà prelibati frutti in alcuni casi molto simili alla more di rovo.
E’ anche noto per la simbiotica storia che lo lega al baco da seta. Il suo nome botanico è Morus L. termine con il quale si identifica un genere di piante appartenenti famiglia delle Moracee. Le more, per via dei rovi molto infestanti e resistenti, sono diffusissime, ma il gelso predilige un po’ di cura. In genere, le piante più piccole regalano frutti più carnosi e succulenti e sono comunemente chiamati gelsi o more di gelso; che sono anche l’ingrediente-base di una buonissima e gustosa marmellata.
Ovidio e la leggenda nelle “Metamorfosi”
Per non parlare poi del gusto gelato al gelso, che è raro, ma davvero dolcissimo. Pochi tuttavia conoscono le incredibili virtù e prerogative di questa pianta quasi miracolosa. Come dicevo, la pianta quasi dimenticata non viene più coltivata come un tempo; né a scopo ornamentale, né per i frutti e tanto meno per la bachicoltura. Tranne che in alcune zone del mondo, ma i costi legati alla seta sono alti. Eppure, non troppo tempo fa, il gelso ha rappresentato per secoli una risorsa di immenso valore.

Lo stesso Ovidio nelle sue “Metamorfosi” narra di una leggenda legata alla storia di due giovani amanti. I due s’incontravano segretamente proprio sotto un grande albero di gelso che sorgeva accanto ad una fonte. Per una triste fatalità del destino, il sangue dei due ragazzi morenti schizzò sui frutti di quella pianta frondosa.
Il purgatorio di Dante e il gelso
Da allora le more di gelso si tinsero dell’inconfondibile colore rosso scuro; con cui le conosciamo ancora oggi. Questo racconto era diventato così popolare nel Medioevo che perfino Dante lo cita in un passaggio della Divina Commedia nel Purgatorio. Nel corso della sua lunga storia, questa pianta si coltivò e apprezzò per la produzione di frutti e delle foglie. Ai primi venivano attribuite svariate proprietà medicamentose; mentre le foglie come accennavo, erano il principale nutrimento dei bachi da seta che si allevavano per produrre il prezioso filato.

La mora del gelso si presenta come un frutto morbido e succoso dal colore nero-rossastro. Il frutto tendenzialmente è lucido, e dal sapore dolce e acidulo; che raggiunge la sua piena maturazione nei mesi estivi fino alla fine di settembre. Per i salutisti, si tratta di un frutto poco calorico. Contiene circa 40 kcal ogni 100 grammi.
Il gelso in Ciociaria e la marmellata
Il gelso è ricco di molte vitamine e di sali minerali; tra cui ferro, potassio, manganese e magnesio. Tra le vitamine troviamo molta vitamina C, vitamine del gruppo B e vitamina K; quindi è sul serio un toccasana. Infine, la mora di gelso, ha degli effetti diuretici, depurativi e rinfrescanti. Inoltre è un toccasana contro la stipsi. Si può preparare un’ottima marmellata che racchiude e conserva per l’inverno queste grandi peculiarità. Combatte radicali liberi responsabili dell’ossidazione del corpo; inoltre, questa sostanza promuove la circolazione del sangue e migliora notevolmente la funzionalità di tutto l’apparato cardiovascolare. Secondo gli ultimi studi medici il resveratrolo è infatti un principio attivo capace di fluidificare il sangue così da avere un’azione antitrombotica e un effetto antitumorale.