C’è un ragazzo di Bologna, nato nel 2006, che sta scrivendo una delle pagine più belle del motorsport italiano. Si chiama Andrea Kimi Antonelli, guida una Mercedes e ieri sera — domenica 24 maggio 2026 — ha vinto il Gran Premio del Canada, portando il vantaggio in classifica generale a +43 punti sul secondo. Quarto successo consecutivo. A 19 anni.
Una gara da campione
A Montreal Kimi è partito dalla seconda piazzola, alle spalle del compagno di squadra George Russell. La prima parte di gara è stata un duello mozzafiato tra i due ferraristi d’argento — sorpassi, controsorpassi, qualche scintilla. Poi, al trentesimo giro, il colpo di scena: la power unit di Russell ha ceduto, costringendo il britannico al ritiro.
Da quel momento Kimi ha gestito con maturità impressionante. Ha tenuto a bada un Verstappen aggressivo, ha pittato al momento giusto, ha amministrato fino alla bandiera a scacchi. Dietro di lui, secondo Lewis Hamilton con la Ferrari, e terzo Max Verstappen.
Una stagione da sogno
I numeri del 2026 fanno girare la testa: 6 podi, 2 pole position, 5 giri veloci. Mercedes non vinceva il Mondiale Costruttori dal 2021 e, grazie soprattutto al suo giovanissimo prodigio, è di nuovo in piena corsa al titolo.
Andrea Kimi Antonelli è nato a Bologna il 25 agosto 2006. Il padre Marco è stato pilota a sua volta, e Kimi è cresciuto in pista praticamente da quando ha imparato a camminare. Ha vinto tutto nei kart e nelle formule minori prima di essere promosso in F1 nel 2025 dalla Mercedes di Toto Wolff. Il 30 maggio riceverà il Trofeo Bandini 2026, il premio dedicato al giovane talento più promettente della F1 — quello che fu di Schumacher, Alonso, Hamilton, Verstappen e Leclerc.
Per i tifosi italiani — in Italia e nei milioni di italo-discendenti sparsi nel mondo — la storia di Kimi è qualcosa di più di una classifica. È un ragazzo bolognese che porta il tricolore ai vertici di uno degli sport più seguiti del pianeta. Un cognome italiano che il mondo, da ora, dovrà imparare a pronunciare.